1 Ottobre 2022

Inflazione in aumento a luglio. E’ record: +7,9%. Il massimo dal 1984

L’Istituto di ricerca ha rilevato come il solo aumento del costo del carrello della spesa sia del 9,1%

In Diminuzione in prezzi dei beni energetici, mentre aumentano quelli dei trasporti, dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche

Rallenta il costo dei beni energetici a luglio, ma l’inflazione non diminuisce e anzi si diffonde in altri comparti merceologici.  Non è confortante il rapporto dell’Istat sull’andamento dei prezzi al consumo per la collettività, il cui indice nazionale  è aumentato lo scorso mese dello 0,4% su base mensile e del 7.9% su base annua. Un lieve miglioramento, anche se solo di un decimo di punto percentuale, si è registrato invece nella stima dell’inflazione su base congiunturale. Nel mese di giugno infatti, l’aumento dei prezzi registrato è stato dell’8%. Il calo dei beni energetici Nello specifico l’Istat ha potuto rilevare come i prezzi dei beni energetici siano rallentati dal +48,7% di giugno a +42,9% di luglio, grazie alla discesa del costo dei beni energetici regolamentati che sono passati dal +64,3% di giugno a +47,9% di luglio.  In leggera calo anche i prezzi degli energetici non regolamentati passati dal +39,9% rilevato due mesi fa al 39,8% dello scorso mese.  A luglio anche i prezzi del comparto abitazione, acqua, elettricità e combustibili hanno subito una diminuzione dello 0,3% rispetto giugno, dove invece hanno registrato una crescita tendenziale del 28,1%. Rispetto al luglio 2021 i costi di questi beni hanno invece subito un aumento del 24,7%. L’Istat ha spiegato che il contributo maggiore rispetto all’incremento dei prezzi è arrivato da questo settore e da quello dei trasporti cresciuti in maniera tendenziale del 13,9% rispetto al +13,7% di giugno. In calo il costo dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, passati dal +5,0% di giungo al +4,6% dello scorso mese. I prezzi aumentati A luglio ha subito invece un incremento dell’1,6% il costo dei trasporti, così come quello dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, cresciuto dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 10% rispetto al luglio 2021. I Beni durevoli hanno subito un aumento dello 0,5%. Stessa crescita percentuale anche per i servizi vari. Mentre la cosiddetta “inflazione di fondo”, al netto della variazione del prezzo degli energetici e degli alimentari freschi, è aumentata su base mensile dello 0,3%. Mentre quella registrata al netto dei soli beni energetici è cresciuta dello 0,5%. Sulla base annua il costo dei beni è rallentato (da +11,3% a +11,1%), mentre ha subito un incremento quello relativo dei servizi (da +3,4% a +3,6%). Aumentano anche i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, passati dal +8,2% di giugno al +9,1% di luglio e il costo dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,4% a +8,7%). A pesare maggiormente sull’aumento congiunturale dell’indice generale sono stati i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,7%) e degli Alimentari lavorati (+1,4%). Ha registrato una discesa invece il costo degli beni alimentari non lavorati (-1,7%). Per i beni che fanno parte del carrello della spesa secondo l’Istat era del 1984 che non veniva registrata una crescita di questo tipo dei prezzi. L’Istat ha dato i numeri anche rispetto all’inflazione acquisita per il 2022, cresciuta del 6,7% per l’indice generale e del 3,3% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo secondo l’Istituto di statistica è calato rispetto al mese di giugno dell’1,1%. A causare la discesa sono stati i saldi estivi, di cui l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale non tiene conto. L’indice invece ha registrato una crescita dell’8,4% su base annua, dal +8,5% di giugno. Marco Orlando