Sgambati, lavoro dignitoso significa applicare i contratti



Per il Segretario generale Uil Napoli e Campania, ‘è una giornata soprattutto di lotta’



In occasione delle celebrazioni del Primo Maggio, il messaggio di Giovanni Sgambati, Segretario Generale della Uil Napoli e Campania, risuona con particolare forza nel contesto economico attuale del Mezzogiorno. Il concetto di lavoro dignitoso non è un’astrazione filosofica, ma un impegno concreto che passa attraverso un pilastro fondamentale: l’applicazione rigorosa dei contratti collettivi nazionali.

Per il sindacato, questa non è soltanto una ricorrenza rituale. Sgambati ha ribadito con fermezza che si tratta di una “giornata soprattutto di lotta”. In un territorio come Napoli e la Campania, dove il precariato e il lavoro sommerso continuano a drenare certezze alle nuove generazioni, la mobilitazione diventa l’unico strumento per rimettere al centro l’agenda sociale.

Secondo la linea espressa dal segretario regionale, la dignità nel mondo del lavoro si misura su tre fronti critici:

l’applicazione dei CCNL per combattere i “contratti pirata”, la sicurezza sul lavoro per fermare la strage silenziosa degli infortuni e il contrasto alla precarietà per permettere ai giovani campani di costruire un progetto di vita.

Il contesto locale presenta sfide uniche. Se da un lato il turismo e i servizi mostrano segnali di crescita, dall’altro persiste una frammentazione contrattuale che spesso penalizza i settori più deboli.

Per la Uil, il rilancio dell’area metropolitana di Napoli deve passare per investimenti che creino occupazione di qualità, rifiutando la logica del “lavoro a ogni costo” se questo significa calpestare i diritti minimi.
Il richiamo di Giovanni Sgambati è un appello alla responsabilità rivolto sia alle istituzioni che al mondo datoriale. La contrattazione non è un costo, ma un investimento sulla coesione sociale.

Finché l’applicazione dei contratti resterà una facoltà e non un obbligo morale e giuridico ovunque rispettato, la giornata del Primo Maggio rimarrà, inevitabilmente, un terreno di scontro e di necessaria rivendicazione.