domenica4 Dicembre 2022
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USA: Sarah Palin, la candidata appoggiata da Trump, sconfitta in Alaska

Con una storica vittoria, la candidata democratica Mary Peltola si aggiudica le elezioni speciali per il seggio della Camera dell’Alaska...

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Con una storica vittoria, la candidata democratica Mary Peltola si aggiudica le elezioni speciali per il seggio della Camera dell’Alaska con il 51% dei voti, battendo l’ex governatore repubblicano, Sarah Palin

Con questo risultato, i democratici conquistano un distretto che gli sfuggiva dal 1973 e considerato da decenni una roccaforte del GOP. Per quasi mezzo secolo infatti, il seggio era stato occupato dal rappresentante repubblicano Don Young, deceduto alcuni mesi fa. La Peltola sarà la prima nativa dell’Alaska a entrare Congresso degli  Stati Uniti. 

Cogliendo la decisione della Corte Suprema di ribaltare la sentenza della Roe v Wade (la sentenza che proteggeva il diritto all’aborto a livello federale), la Petola aveva impostato la sua intera campagna in difesa del diritto delle donne all’aborto. Si era inoltre schierata apertamente con i sindacati, e fatta promotrice della rivalutazione dell’industria peschiera, un’industria strettamente legata all’identità e all’economia dell’Alaska.

Sull’altro fronte, la repubblicana Sarah Palin era stata governatore dell’Alaska tra il 2006 e il 2009, ma era salita alla ribalta nel 2008 come candidata alla vicepresidenza del senatore Ian McCain (successivamente sconfitto da Barak Obama). Da molti considerata l’antesignana politica di Donald Trump, per le sue politiche ultraconservatrici, anti-abortiste e di critica del sistema, era stata appoggiata in queste elezioni proprio dall’ex presidente che era comparso per sostenerla in un rally in Alaska a luglio. Da notare inoltre che alle elezioni presidenziali del 2020, Trump si era aggiudicato lo stato con un margine di 10 punti, rendendo ancora più scottante il voto di questi giorni.

Molti si chiedono se la sconfitta della Palin possa essere conseguenza dell’assenza di fiducia dell’elettorato (che non aveva apprezzato le sue dimissioni nel 2009), oppure sia uno spaccato di come si stia spostando l’asse del voto a favore dei democratici. 

Già alcune settimane fa, nello stato conservatore del Kansas, si era assistito a questo spostamento, quando al referendum costituzionale, i favorevoli a mantenere il diritto delle donne all’aborto si erano aggiudicati una vittoria schiacciante. 

Se anche in Alaska, uno stato da quasi 50 anni conservatore, la pressante questione dell’aborto ha spinto molti elettori tradizionalmente repubblicani spostare il voto, potrebbe avere un impatto su scala nazionale alle elezioni di medio termine che si terranno a novembre, nelle quali i democratici inseguono solide maggioranze sia al congresso che al senato per porre rimedio (attraverso il voto parlamentare) alle controverse decisioni della Corte Suprema.

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