martedì29 Novembre 2022
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Berlusconi una mina vagante per il futuro governo

Giorgia Meloni, tra pochi giorni, concluderà la sua lunga rincorsa verso Palazzo Chigi (partita da quando Fratelli d’Italia aveva poco...

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Giorgia Meloni, tra pochi giorni, concluderà la sua lunga rincorsa verso Palazzo Chigi (partita da quando Fratelli d’Italia aveva poco meno del 4 per cento), diventando la prima donna a guidare l’Italia da presidente del Consiglio. La formalizzazione dell’incarico, conferito dal presidente della Repubblica Mattarella, una volta sciolta la riserva di prammatica, e l’ufficializzazione della lista dei ministri, sono i momenti canonici verso la formazione del prossimo esecutivo. Momenti che avrebbero potuto essere meno carichi di tensione se Meloni non si fosse trovata davanti la grana di un Silvio Berlusconi che, per motivi che ai più rimangono a dir poco incomprensibili se non proprio folli, spara parole e concetti a raffica, che sembrano volere contraddire accordi e programmi messi a punto  con gli alleati.
A mettere in difficoltà Meloni non sono tanto le sparate improvvide sulla lista dei ministri – un atto di scortesia nei confronti del prossimo primo premier, ma soprattutto una sgarbata violazione delle prerogative del presidente della Repubblica – , quanto gli interventi sulla politica estera del Paese, sulla quale Berlusconi sembra volere mettere il suo copyright, come quando ha detto che si ritiene il solo leader tra Stati Uniti e Europa.
Gli audio che sono stati fatti uscire dall’incontro di Berlusconi con i parlamentari di Forza Italia non lasciano dubbi sul loro contenuto.
”Nel mondo occidentale – ha detto Berlusconi – non ci sono leader, non ci sono in Europa e negli Stati Uniti d’America. Non vi dico le cose che so, ma leader veri non ce ne sono. Posso farvi sorridere? L’unico vero leader sono io”. Queste affermazioni, aggiunte a quelle sulla rinnovata amicizia con Vladimir Putin, hanno avuto l’effetto di indurre Giorgia Meloni a ribadire la sua vicinanza all’Ucraina e la sua convinta adesione ai principi della Nato.
Al punto di affermare che ”chi non condivide la linea atlantista è fuori, a costo di non fare il governo”.        Una frase che forse in pochi si aspettavano, non tanto come contenuti, quanto perché è assolutamente ultimativa, spiegando che davanti all’ambiguità di Berlusconi lei è pronta a non fare un governo. Affermazione che sembra avere gettato nel panico Forza Italia, con molti suoi esponenti a ribadire la loro convinta adesione alla linea di Meloni. Ma ben difficilmente la presidente di Fratelli d’Italia farà questo clamoroso passo indietro, soprattutto perché non c’è una alternativa credibile (in queste ore si è anche parlato di un governo con parte di Forza Italia, quella del partito della ”ragionevolezza”) se non rifiutare il mandato di Mattarella e quindi spingere il Paese verso nuove elezioni. Cosa che, in questo momento, sarebbe una disgrazia.

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