mercoledì1 Febbraio 2023
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Usa: a ragazza vietato assistere all’esecuzione del padre

Ad una ragazza statunitense di 19 anni è state negata la possibilità di assistere all’esecuzione del padre, che dovrebbe essere...

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Ad una ragazza statunitense di 19 anni è state negata la possibilità di assistere all’esecuzione del padre, che dovrebbe essere giustiziato per l’uccisione di un poliziotto. La decisione è stata presa da un giudice del Missouri, sulla base di una legge che riguarda la troppo giovane età della ragazza. L’esecuzione di Kevin Johnson è prevista per martedì. L’uomo è stato condannato alla pena capitale per l’uccisione di un agente di polizia nel 2005, quando aveva 19 anni. E’ stato lui a chiedere che la figlia, Khorry Ramey, fosse tra i presenti. L’American Civil Liberties Union aveva presentato una mozione d’urgenza a suo nome, sostenendo che la legge statale violava i suoi diritti costituzionali. Hanno detto che il requisito di età nella legge del Missouri – che vieta a chiunque abbia meno di 21 anni di assistere a un’esecuzione – non serviva a nessuno scopo di sicurezza. Johnson, 37 anni, è in prigione da quando la figlia aveva due anni. La coppia ha costruito un fortissimo legame attraverso visite, telefonate, lettere ed e-mail. Khorry ha anche portato, il mese scorso, il figlio appena nato in prigione per farlo vedere al padre.

”Ho il cuore spezzato perché non sarò in grado di stare con mio padre nei suoi ultimi momenti”, ha detto  Khorry Ramey , aggiungendo che suo padre ha lavorato duramente per riabilitarsi in prigione e che aveva chiesto al governatore del Missouri di avere clemenza e concedergli di tramutare la condanna a morte in ergastolo.  Johnson è stato condannato per avere ucciso, a colpi d’arma da fuoco, l’agente di polizia William McEntee, padre di tre figli. Gli avvocati di Johnson hanno presentato ricorsi cercando di risparmiargli la vita. Sebbene non contestino la sua colpevolezza, sostengono che il razzismo abbia avuto un ruolo nella condanna a morte.

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