Resterà Ceo di Twitter sino a quando non troverà qualcuno di ”abbastanza folle” da prendere il suo posto. Elon Musk dixit, dopo il risultato del referendum che lui stesso aveva proposto sull’opportunità che restasse alla guida della piattaforma social acquistata quasi due mesi fa. Il sondaggio – peraltro senza alcuna garanzia di scientificità – si è risolto con una netta bocciatura per lui, con quasi il 58 per cento di chi ha espresso il voto che gli ha chiesto di abbandonare. Se e quando troverà il sostituto, Musk, secondo quanto ha fatto sapere, gestirà solo team software e server. Da quando, alla fine di ottobre, ha acquisito Twitter, Musk s’è distinto per una serie di controverse decisioni e proposte, fatte e spesso subito dopo ritirate o modificate. La sua totale attenzione delle vicende di Twitter gli ha poi alienato anche l’appoggio di alcuni investitori nella sua società di veicoli elettrici Tesla. Tra le decisioni di Musk che gli hanno creato attorno un clima di accentuata perplessità ci sono la disattivazione degli account di giornalisti da lui ritenuti ostili, il licenziamento di metà della forza lavoro di Twitter, compresi i moderatori dei contenuti a contratto, lo scioglimento di organismi di garanzia e di consulenti per la sicurezza che la società ha formato nel 2016 per affrontare l’incitamento all’odio, lo sfruttamento dei minori, il suicidio, l’autolesionismo e altri problemi sulla piattaforma. Scherzando con follower di Twitter, domenica Musk ha affermato che la persona che lo dovrà sostituire “deve amare molto il dolore” per gestire un’azienda che, secondo lui, è stata “sulla corsia preferenziale verso il fallimento”. “Nessuno vuole il lavoro che può effettivamente mantenere in vita Twitter. Non esiste un successore”, ha twittato Musk.

