La vera sorpresa della kermesse sanremese è stato proprio Lucio Corsi. Ora con il suo secondo posto arriva a Basilea per rappresentare l’Italia all’Eurovision. Un successo meritato e che potrebbe regalare tante sorprese
Come da regolamento, il vincitore del Festival di Sanremo ha il lascia-passare per gareggiare all’Eurovion. La kermesse che riunisce tutto il meglio (e a volte anche il peggio) della musica internazionale, da tempo sta diventando un trampolino di lancio per diversi artisti. Anche italiani. La nuova edizione, prevista nel mese di maggio, si svolgerà a Basilea dato che la Svizzera – lo scorso anno – ha portato a casa l’ambito premio. E Olly, con la sua “Balorda nostalgia”, avrebbe dovuto rappresentare l’Italia dato che ha vinto il Festival di Sanremo. Il giovane artista, però, travolto da questo successo così insperato, fin dall’inizio non era del tutto convinto di volare all’Eurovion e, una volta conclusa la kermesse italiana, ha ben pensato di prendersi una settimana di tempo e capire il da farsi. Poi, con un post sui social è arrivata la decisione di fare un passo indietro. Con la “scusa” del tour già precedentemente organizzato e con il pensiero di “volersi riconnettere con se stesso”, Olly ha deciso di non fare il grande salto e di volare basso, consapevole di aver perso una grande occasione. Al suo posto e a rappresentare l’Italia ci sarà Lucio Corsi che con la sua “Volevo essere un duro” ha trionfato a Sanremo con un bellissimo secondo posto. Di sicuro una scelta singolare ma che, alla fine, è stata quella più giusta. Il motivo? Il giovane artista ha scritto una canzone degna di nota che riflette su molti aspetti della nostra socialità.
Lucio Corsi, il menestrello della musica contemporanea
Nessuno avrebbe scommesso un euro sul successo di Lucio Corsi al Festival di Sanremo. Arrivato in sordina al Teatro dell’Ariston ma con tanta gavetta alle spalle, l’artista ha presentato una canzone pop, melanconica ma attuale dove ha parlato di vita, di aspirazioni e di una società machista. Un testo molto contemporaneo che, fin dal primo ascolto, ha convinto gli spettatori e i votanti. Ma, più di tutti, a convincere è stato lo stile con cui Lucio Corsi si è presentato al Festival. Come un cantante degli anni ’80, truccato in viso e con indosso abiti da circo, si è imposto come uno degli artisti più fuori dagli schemi della kermesse, risultando plausibile sia con le intenzioni del brano e sia con la sua voglia di raccontare la diversità in tutte le sue sfumature. Al Festival di Sanremo arriva al secondo posto con tanto di premio della critica “Mia Martini” e con un’ovazione dopo il successo ottenuto durante la serata della cover. Lì si è visto tutto il suo talento dopo che ha cantato “Nel blu dipinto di blu” insieme a Topo Gigo. Un duetto che ha fatto sorridere ma, nel momento in cui i due sono apparsi sullo schermo, era impossibile non restare ammaliati da questa esperienza così teatrale. Alla luce di quanto è avvenuto, il successo e il riconoscimento di Lucio Corsi è più che meritato.

Una canzone che non è da Eurovision, ma…
C’è da sottolineare una cosa, però. Lucio Corsi può anche avere talento sia nella scrittura che nel modo in cui si pone con il pubblico, ma la sua canzone potrebbe non essere così tanto adatta per l’Eurovion. Il festival, infatti, si distingue per portare sul palco artisti camaleontici e di grande successo in patria, oltre a portare canzoni particolari e dalle sonorità dance e elettroniche. Lucio Corsi su questo pecca molto dato che la sua “Volevo essere un duro” è una tipica canzone d’autore italiana che tanto piace ai giovani e di chi si intente di musica. Quindi, potrebbe anche partire svantaggiato ma potrebbe essere comunque una vera sorpresa, dato che Lucio Corsi sa essere padrone del palco e non ha nulla da invidiare a nessuno. Potrebbe portarsi a casa la vittoria? Improbabile ma, di sicuro, potrebbe tornare in Italia con un buon punteggio e un piazzamento nella top ten (che è oro colato).
Lucio Corsi e quella critica alla società di oggi
La sua canzone è bella e questo è innegabile. Non solo perché negli accordi e nella sonorità è molto basica, ma a funzionare è il testo. Parla di machismo e ne critica i suoi aspetti ma parla anche di sogni, di aspirazioni e parla anche ai giovani. Soprattutto si rivolge a quelle persone che si sentono fuori posto, fuori contesto e che la società vuole spremere fino all’ultima goccia. Lucio Corsi canta il bello di essere secondi, di prendersi i propri tempi e canta il bello di vivere la vita senza sconti e pensando alle seconde possibilità.