Dopo Dawson’s Creek c’è One Tree Hill, il teen drama che unisce lo sport ai sentimenti

Definita come l’erede morale della generazione di Dawson Leery, la serie di One Tree Hill è stato un caso unico e raro nel panorama televisivo. In un mix di generi e con un mix di personaggi dal grande appeal, è stato l’ultimo teen drama che ha parlato dei sogni e desideri dei più giovani e lo ha fatto con i toni di un racconto intenso e riflessivo. A 13 anni dall’ultimo episodio resta un cult per gli amanti della serialità. Tutte le stagioni sono su Amazon Prime Video.

In tv e nel mondo dei drammi giovanili c’è un prima e un dopo il finale di Dawson’s Creek. La serie che nel 1998 è stata creata da Kevin Williamson ha rappresentato un vero e proprio punto di svolta per la rappresentazione dei giovani nel piccolo schermo, orfani di Beverly Hills. Quel prodotto è stato di così grande successo che, nel 2003, si è andato alla ricerca di un suo erede per poter continuare la tradizione.

Prima di diventare una serie tv, One Tree Hill è stato pensato come film per il grande schermo ma, successivamente, per dare più spazio ai personaggi, si è pensato di trasformare quel film in una serie. Nel settembre del 2003 e sul piccolo canale americano della WB (poi su The CW) ha debuttato il primo episodio dello show che, sotto certi punti di vista, è stato folgorante sia dal punto di vista critico che per quanto riguarda gli ascolti. Questo perché, un po’ com’era accaduto con la generazione di Dawson’s Creek, le storie di One Tree Hill hanno saputo riflettere sui millennials, sui lori sogni e le loro aspirazioni, raccontando di due fratellastri che si fanno la guerra sul campo da basket tra amori e desideri di rivalsa.

Il primo episodio, infatti, mostra fin da subito le caratteristiche dello show tanto da presentarsi come un dramma giovanile che sposta l’attenzione anche sul mondo degli adulti, disillusi dalla loro vita. Andata in onda per 9 stagioni e 187 episodi, One Tree Hill ad oggi è riconosciuto come un piccolo ma grande cult.

Lucas e Nathan Scott, due fratelli che riscoprono se stessi grazie al basket

La storia principale segue la vita di due fratellastri, Lucas e Nathan Scott, entrambi grandi appassionati di basket e all’inizio rivali, ma che con il proseguire dello show diventano amici per poi arrivare a considerarsi dei veri fratelli, durante i loro ultimi due anni liceali prima, e l’inizio della vita adulta poi, nella piccola cittadina di Tree Hill, nel North Carolina.

La passione del basket resta sullo sfondo per dare spazio a tante e diverse storie. C’è il solito triangolo amoroso, dove il giovane Lucas è diviso tra Peyton e Brooke; come c’è la storia di un amore impossibile tra Nate e Haley (amica di Lucas con il sogno di fare la cantante), e poi ci sono anche le storie dei genitori dei due protagonisti ancora alle prese con un mucchio di faccende in sospeso del loro passato che, inevitabilmente, si riflettono sui loro figli.

Il tutto viene servito con i toni di un dramma di formazione e con un’ottima caratterizzazione dei personaggi per dare agio al racconto di spaziare su più fronti e raccontare il mondo di oggi con lo sguardo di un gruppo di giovani che è ancora capace di sognare. Le prime 4 stagioni compattano gli anni del liceo, poi dalla quinta la storia compie un salto avanti nel tempo di 5 anni per mostrare i ragazzi di Tree Hill da adulti. Scelta saggia ma che, a volte, non è stata poi tanto efficace. 

#image_title

Una moderna saga intra-generazionale

Al netto di qualche sbavatura e di qualche forzatura narrativa, la serie tv resta comunque l’ultimo e vero teen drama della moderna serialità. Anche se negli anni a seguire sono stati tanti i prodotti che hanno raccontato la vita dei giovani – come Gossip Girl, ad esempio – ma in pochi sono rimasti fermi nelle loro scelte come One Tree Hill.

Altri si sono persi in storie cariche di tensione sessuale e torbidi misteri, invece le “avventure” di Lucas e Nate sono rimaste fedeli a loro stesse, tanto da gettarsi in una riflessione arguta sul mondo che abbiamo intorno. La tematica sportiva, anche se invadente, non è mai fine a se stessa e viene utilizzata per muovere i personaggi nella cornice narrativa, mentre le storie più adulte sono da collante e per dare agio al plot di spaziare su più fronti e per regalare alla serie uno sguardo d’insieme su temi e situazioni.

E poi… le accuse di comportamenti scorretti al creatore da parte del cast

Ha trovato spazio anche in Italia dato che la serie è arrivata anche su Rai 2 e nella fascia pomeridiana. Oggi è completa per gli abbonati a Prime Video. Successo di critica e pubblico ma con tante ombre e poche luci. Hilarie Burton, Sophia Bush e Bethany Joy Lenz hanno rievocato l’esperienza sul set della serie One Tree Hill nel podcast Drama Queens hanno rivelato che il creatore della serie avrebbe avuto dei comportamenti scorretti nei riguardi del cast femminile e che, proprio questi comportamenti, spinsero Hilarie Burton a lasciare la serie durante la fine della stagione 6.