Sviluppata da Alan Ball (premio Oscar per American Beauty) e liberamente ispirata ai romanzi di Charlaine Harris, la serie di True Blood è stata un vero e proprio fenomeno di massa. Oltre che un successo di pubblico. 8 stagioni – disponibili in Italia su Now – per raccontare una storia in bilico tra realtà e follia. Questa serie ha riscritto la figura stessa del vampiro.
Nell’era dell’abbondanza e nell’era della tracotanza (come sempre abbiamo affermato) sono poche le serie che restano nell’universo televisivo contemporaneo. Se si volge uno sguardo al passato si nota come sono tanti gli esperimenti che hanno lasciato un segno. Questo è rispetto a un presente così asettico. E se si guarda al passato è impossibile non ricordare il mito di True Blood. In America ha debuttato nel settembre del 2008 sulla rete della HBO. Qui in Italia si è aspettato un anno, ovvero il 27 aprile del 2009 per vedere il primo episodio. Da quel momento, niente è stato più lo stesso. 16 anni dopo aver conosciuto i personaggi di True Blood, la serie sviluppata da Alan Ball ed ispirata alla saga letteraria di Charlaine Harris è parte integrante della nostra cultura pop.
Successo di pubblico ma anche di critica, la serie è andata avanti per ben 8 stagioni. Sono stati realizzati più di 80 episodi, trovando la sua conclusione nell’agosto del 2014. Tutti gli episodi sono in streaming su Now e ancora oggi sono tra i più visti della piattaforma (tra i contenuti old). Questo simboleggia il fatto che True Blood ha lasciato (per davvero) un tatuaggio indelebile nel panorama televisivo di inizio anni 2000.
True Blood, di cosa parla la serie tv?
Si parte da un presupposto ben preciso. Il mondo ha scoperto l’esistenza dei vampiri e entrambi cercano di convivere pacificamente, anche se non mancano episodi di violenza e di razzismo. Questa convivenza è stata resa possibile grazie a un’invenzione rivoluzionaria di una ditta farmaceutica giapponese: il True Blood. Si tratta di uno speciale tipo di sangue sintetico che può soddisfare i bisogni fisiologici dei vampiri e evitare così che le creature della notte si possano cibare degli esseri umani. Ma la co-esistenza non è facile ed è caratterizzata da continui e frequenti contrasti.
L’attenzione si sposta sulla piccola cittadina di Bon Temps, in Louisiana, dove Sookie vive con suo fratello e sua nonna. La comunità non vede di buon occhio la presenza dei vampiri e li ghettizza. Li trattano come merce avariata. La stessa cosa succede con Sookie dato che la giovane ha la capacità di leggere nella mente delle persone. Questo suo dono la avvicina a Bill, vampiro centenario e dall’oscuro passato. I due non solo si legano sentimentalmente, ma questa unione scatena una serie di terribili avvenimenti nel tessuto sociale di Bon Temps. Come la morte sospetta di uno dei cittadini, che apre un vaso fatto di segreti e torbidi misteri. Ma questo è solo la punta dell’iceberg…
Umani e vampiri: a True Blood c’è una convivenza forzata
Al netto di una serie tv che mostra tutti i meccanismi più puri di un fantasy urbano – facendo leva sulle leggende più oscure della tradizione orrorifica -, la serie tv ha avuto il pregio di aver riscritto l’immagine stessa del vampiro, contestualizzando la figura in un mondo in cui non è ben visto e in cui viene trattato come un reietto nonostante si trova in una condizione di potere. Questa rilettura ha permesso di creare un nuovo mito del vampiro, ben distante dalle fotografie sfocate che sono arrivate fino ai giorni nostri.
Resta un dio fra gli uomini, immortale, bello, audace, capace di usare le abilità solo per i propri scopi. Tuttavia, è anche un personaggio capace di provare dolore, rabbia, sofferenza e amore. Il vampiro di True Blood non è il vero blond, bensì un essere per nulla perfetto. È capace di provare tutte le sensazioni umane senza mai riuscire a gestirle. Ma essere un vampiro in un mondo malato e sull’orlo del baratro non è affatto facile. La serie, infatti, oltre al più becero intrattenimento regala una riflessione intensa e profonda sulla diversità. Getta (inconsapevolmente) uno sguardo sulla nostra stessa modernità.
I romanzi di Charlaine Harris: una ventata di aria fresca per l’urban-fantasy
Sono ben 11 i libri che l’autrice canadese ha dedicato alla storia di Sookie e company. Gli ultimi non sono all’altezza ma, di sicuro, fino al settimo, la serie ha mantenuto le aspettative e diventando un fenomeno tra gli appassionati. In Italia, oggi, sono una merce rara dato che non sono stati più ristampati ma chi li possiede ha un vero e proprio gioiello dato che, sul genere, rappresentano una vera e proprio inversione di tendenza e una boccata di aria fresca che non è mai passata di moda.