Anno III • Numero 245
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Mondiali Scherma, rimonta d’oro per il fioretto maschile. Sul tetto del mondo anche la spada femminile

Atleti italiani esultano dopo la vittoria

Mondiali Scherma, giornata indimenticabile per gli azzurri che hanno ottenuto due medaglie d’oro fondamentali per la nostra nazionale. I dettagli

Ci sono giornate che vengono scritte per rimanere impresse a fuoco negli almanacchi dello sport italiano. La spedizione azzurra ai Mondiali di scherma ad Hong Kong ha vissuto una di quelle pagine d’autore capaci di far trattenere il fiato ad un intero Paese. In un’unica sessione di gare, l’Italia ha ribadito la propria supremazia globale conquistando due medaglie d’oro a squadre d’inestimabile valore, figlie di talento, tattica ma soprattutto di un cuore infinito.

Mondiali scherma, il miracolo del fioretto maschile: una rimonta da antologia

Il fioretto maschile azzurro si conferma sul tetto del Mondo. Quella che doveva essere una prova di forza si è trasformata in una vera e propria maratona di nervi e classe. Si tratta della ventesima medaglia d’oro iridata per l’Italia nella prova a squadre dei Mondiali di scherma, la seconda consecutiva, un dato statistico che certifica una continuità ad altissimi livelli che non ha eguali nel panorama internazionale.

Un capolavoro firmato dal quartetto composto da Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Marini e Tommaso Martini, che hanno sconfitto in una finale da brividi i padroni di casa di Hong Kong proprio all’ultima stoccata con il punteggio di 45-44.

La trama della sfida sembrava già scritta e destinata ad un epilogo amaro. Il tutto con una rimonta folle negli ultimi due assalti, ma soprattutto nell’ultimo di Bianchi, che ha rifilato un 9-4 a Choi Chun Yin Ryan.

La cronaca della finalissima

È stata una finale cominciata in salita per gli azzurri, che hanno dovuto sempre inseguire i padroni di casa. L’atmosfera infuocata del palazzetto di Hong Kong ha spinto gli atleti locali oltre i propri limiti scientifici, mettendo a dura prova la tenuta mentale degli italiani. Hong Kong si è portato anche sul +6 (25-29) dopo cinque assalti, con i nostri portacolori che non sembravano riuscire mai ad invertire il ritmo della sfida.

Le difficoltà sembravano insormontabili quando la distanza si è ulteriormente allungata: i padroni di casa sono addirittura andati sul +8 (38-30) e da quel momento è cominciata la folle rimonta azzurra. A quel punto, quando la sconfitta pareva inevitabile, scatta qualcosa nella testa dei ragazzi. Prima Marini è riuscito a recuperare e poi è stato Bianchi a completare l’opera.

L’ultimo assalto è stato un concentrato di pure emozioni. Il romano si è portato anche in vantaggio 43-42, poi 44-43, ma Choi è riuscito a pareggiare. Il tabellone segnava un tesissimo 44-44: la classica situazione dove l’errore minimo costa un titolo globale. Sul 44-44 Guillaume ha trovato una clamorosa parata e risposta, mandando in estasi tutta la panchina azzurra e zittendo tutta l’arena.

Mondiali scherma, trionfo nella spada femminile: le regine si confermano ad Hong Kong

Ma le emozioni per la spedizione tricolore ai Mondiali di scherma non si sono esaurite con la stoccata di Bianchi. Una giornata semplicemente indimenticabile. La pedana asiatica ha regalato un altro momento di gloria pura che consacra definitivamente il movimento schermistico italiano.

Dopo il trionfo nel fioretto maschile, l’Italia ha conquistato un’altra meravigliosa medaglia d’oro ai Mondiali 2026 di scherma in fase di svolgimento ad Hong Kong. Una prestazione corale straordinaria che dimostra la completezza del movimento azzurro in tutte le armi. La squadra femminile di spada ha infatti battuto in Finale l’Estonia con il punteggio di 31-30, dopo un ultimo assalto al cardiopalma caratterizzato dal ritorno prepotente delle avversarie.

La cavalcata verso la medaglia d’oro

Un match tattico, tirato stoccata su stoccata, gestito con grande intelligenza nelle prime fasi. Ad aprire le danze è stata Alberta Santuccio, la quale ha chiuso per 2-0 il suo segmento contro Beljajeva, lasciando poi spazio a Gaia Caforio, brava a tenere botta contro Katrina Lehis portando l’incontro sul 3-5, preludio dell’allungo sul 7-0 maturato dall’assalto che ha visto confrontarsi Giulia Rizzi e l’ostica Irina Embrich.

Nonostante il buon margine iniziale accumulato dalle azzurre, la reazione del team estone non si è fatta attendere. Le estoni si sono poi avvicinate sensibilmente nel quarto segmento, momento in cui Beljajeva ha regolato Caforio portando il tabellone sul 10-11.

In quel momento di apparente sofferenza, l’Italia ha ritrovato lucidità: da qui il momento topico, con Santuccio che si è imposta di misura con Embrich advancing 14-12 e il clamoroso successivo +4 inflitto da Rizzi a Lehis che è valso il 12-18. Un parziale determinante che sembrava aver ipotecato il match, avvalorato dal lavoro della giovanissima risorsa del gruppo: ottima poi Caforio a controllare Embrich e conservare il vantaggio di cinque stoccate a due assalti dalla fine.

Un finale da brividi fino all’ultima stoccata

Mantenendo invariato il distacco anche dopo il penultimo atto (Rizzi contro Beljajeva), la situazione si è però complicata non poco in un finale thriller. L’Estonia ha giocato il tutto per tutto trovando una prestazione monstre della sua punta di diamante. Sul 19-24 una Lehis scatenata infligge ben undici stoccate, portandosi ad una sola lunghezza di distanza a pochi secondi dalla fine.

Il tabellone che scricchiola, il tempo che scorre, la pressione di un intero palazzetto: in quel momento la scherma diventa prima di tutto gestione del peso psicologico. Ma i continui colpi doppio di Santuccio nei secondi finali, brava a non disunirsi nell’attimo più difficile, hanno neutralizzato qualsiasi tipo di rimonta, facendo esplodere di gioia azzurra l’arena asiatica.