Il Cardinale Zuppi figlio di un giornalista

“Sono figlio di giornalisti come faccio a non sopportarvi”: la battuta di Zuppi e l’abbraccio trasteverino.

Con questa battuta, pronunciata con un sorriso disteso, il Cardinale Matteo Zuppi ha congedato i cronisti presenti all’uscita della congregazione vaticana che si è tenuta in mattinata.

Una frase che, pur nella sua leggerezza, ha subito catturato l’attenzione, stemperando forse la formalità dell’incontro appena concluso.


Ma la mattinata del Cardinale Zuppi non si è conclusa con questa inattesa dichiarazione. Poco dopo, infatti, si è reso protagonista di un altro momento di spontaneità e calore umano.

In Piazza San Pietro, il Cardinale ha incontrato Alfredo, storico venditore di santini, e tra i due c’è stato un abbraccio affettuoso accompagnato da un commento che ha sottolineato le loro radici comuni: “Siamo di Trastevere”.

Un gesto semplice, ma significativo, che evidenzia il legame del Cardinale con la sua città e con le persone che la animano.


Prima di congedarsi definitivamente, il Cardinale Zuppi ha voluto rivolgere un pensiero al prossimo Primo Maggio, Festa dei Lavoratori: “Buon lavoro a voi e buon Primo Maggio – ha aggiunto -. Occupiamoci del lavoro e delle vittime del lavoro.

Di questo dobbiamo preoccuparci.” Parole che richiamano l’attenzione su un tema cruciale e sempre attuale, sottolineando l’importanza di tutelare i diritti dei lavoratori e di ricordare coloro che hanno perso la vita sul posto di lavoro.


La giornata del Cardinale Zuppi si è quindi snodata tra un momento di ironia con la stampa, un abbraccio radicato nella romanità e un appello alla riflessione sul mondo del lavoro.

Un mix di umanità, legami personali e attenzione alle questioni sociali che tratteggia un ritratto vivido e autentico del Presidente della CEI.