Nel calcio, come nella vita, ci sono stagioni da ricordare e altre da dimenticare. Per il Monza, quella 2024/2025 rischia di entrare nella storia dalla porta sbagliata.
Con appena tre giornate al termine del campionato di Serie A e una classifica che li vede impantanati in fondo alla graduatoria con soli 15 punti conquistati, i brianzoli si trovano a un passo da un record negativo nell’era dei tre punti a vittoria.
Un Monza da record (negativo)?
Dall’introduzione del sistema attuale nella stagione 1994/1995, il primato per la peggior stagione appartiene al Brescia con 12 punti, ma in un campionato a 18 squadre. Da quando la Serie A è passata a 20 formazioni, la Salernitana dello scorso anno detiene il triste primato con soli 17 punti. Il Monza, attualmente fermo a quota 15, ha bisogno di almeno 3 punti nelle ultime tre gare per evitare di eguagliare o addirittura peggiorare questo dato. Una crisi che sorprende, considerando le ambizioni di inizio stagione e una rosa sulla carta ben costruita. Il progetto di Adriano Galliani sembrava destinato a stabilizzarsi nella massima serie dopo due stagioni dignitose, ma qualcosa è andato storto: cambi tecnici, infortuni chiave, cali di rendimento.
Empoli- Monza gara clou?
Le ultime giornate saranno decisive per salvare almeno l’onore e questo potrebbe influenzare la lotta salvezza: infatti il Monza affronterà Udinese, Empoli e Milan. Proprio i toscani sono ancora alla ricerca della salvezza e in questo momento sono in piena zona retrocessione, penultimi a quota 25 punti. Allo stesso tempo questa rappresenta l’unica gara contro parigrado per la squadra di mister Nesta. Che il Monza possa dare fondo alle sue energie in quella gara per evitare la figuraccia del record negativo?
Nel calcio moderno l’immagine è tutto, e finire negli annali come la peggiore squadra della Serie A a 20 squadre sarebbe un marchio difficile da cancellare. Servirà una reazione d’orgoglio, una prova di dignità sportiva, per evitare che questa stagione venga ricordata soltanto per un triste primato. La palla, ora, è nei piedi dei giocatori.