22 anni fa il pubblico diceva addio a Dawson’s Creek, ma la storica serie tv era già entrata nel mito

Di così grande successo che non avrebbe bisogno di presentazioni. Dawson’s Creek è stata una tra le serie tv che ha raccontato – con autenticità – il mondo dei più giovani con un tratto onesto e ben lontano dai meccanismi da soap-opera. Celebre in America come nel nostro paese tanto da diventare un cavallo di battaglia dei pomeriggi di Italia 1. La serie si è conclusa 22 anni fa con un finale storico che, ancora oggi, viene annoverato tra i più belli e intensi del piccolo schermo.

Se c’è una serie che può rappresentare i millennials è proprio quella di Dawson’s Creek. Nata come una scommessa da parte di un piccolo network televisivo americano (che oggi non esiste più), la serie in poco tempo è diventata un vero e proprio successo di critica e pubblico. Tanto da diventare un metro di paragone per tutti gli show simili che sono venuti dopo lui. In America il primo episodio risale al gennaio del 1998, l’ultimo – per l’appunto – al maggio del 2003. Da quella data sono passati ben 22 anni e il fascino di Dawson’s Creek è rimasto immutato nel tempo. La serie è rimasta nell’immaginario collettivo come il più puro tra i teen-drama degli anni 2000.

Erano tempi diversi, in America come in Italia, ed erano tempi diversi anche per lo stesso mercato televisivo. Infatti, si usciva dall’era di Beverly Hills, 90210 stanchi e disillusi. In tv non si parlava che di X-files e di tutte quelle serie che stavano per nascere tra le reti satellitari e pagamento. In quel periodo, la tv pubblica e gratuita aveva bisogno di un vero e proprio shock culturale. Kevin Williamson è riuscito in un’impresa quasi impossibile. Infatti, il regista – che ha lavorato al cinema per la saga di Scream e che ha scritto anche per la tv la serie di The Vampire Diaries – con poche e semplici mosse ha saputo raccontare la vita dei giovani all’alba del nuovo millennio. Ha descritto i loro dubbi e speranze per un futuro pieno di possibilità, infranti poi con la crisi economica del 2008.

I ragazzi di Dawson’s Creek: storie di vita e di amori a Capeside

Il concetto che sta alla base della serie tv è molto semplice: raccontare la vita di un gruppo di giovani liceali e accompagnarli verso l’età adulta. Infatti, la serie è come se fosse stata concepita come un vero e proprio viaggio. Al centro (e nella formazione originaria) ci sono Dawson, che ha il sogno di diventare regista, Joey, che è la classica ragazza della porta accanto, Pacey, che è il migliore amico di tutti, e Jen, che viene dalla grande città con un passato poco limpido.

A loro si aggiungono un mucchio di personaggi nel corso delle stagioni. Questi sono nati proprio per amplificare la storia e spaziare su più temi. Tra tutti, è impossibile non menzionare il personaggio di Jack. Lui, dapprima è stato l’interesse amoroso di Joey. In seguito, si è scoperto omosessuale nel corso della seconda stagione. Una storia che ha rotto gli schemi e smosso la critica più conservatrice. Tuttavia, l’argomento è stato affrontato con una tale autenticità che è impossibile non restare coinvolti nella narrazione.

Una serie tv che è stata un “meraviglioso batticuore”

Al netto di tutti gli intrecci, Dawson’s Creek non è stato solo un bellissimo romanzo d’amore e di formazione. È stato una serie che è andata ben oltre la finzione televisiva. Ha raccontato il mondo di ieri e ha riflettuto su tutti (o quasi) i cambiamenti sociali e culturali del nostro tempo. Non solo ha parlato di bullismo e di “differenza di classe” con arguzia. Inoltre, Dawson’s Creek ha brillato così tanto proprio perché ha fotografato la fine degli anni ’90. Ha raccontato la disillusione del nuovo millennio e la fine del grande sogno americano. Questo sogno si è infranto contro gli scogli di una società complessa e stratificata.

E il tutto è stato raccontato senza falsi perbenismi. Non si è sceso a patti con nessuno ed è stato raccontato con una tale autenticità che non era poi così tanto difficile immedesimarsi nei personaggi. Si tratta di una serie così forte che non è stata vittima dei suoi clichè. Invece, li ha utilizzati con il linguaggio e il modo giusto.

Dopo Dawson’s Creek? Tanti cloni ma in pochi hanno raggiunto la sua profondità

In 22 anni il mondo dei teen-drama è cambiato. Se One Tree Hill (forse) è stato uno dei pochi che ha conservato l’anima di Dawson’s Creek, ciò che è venuto dopo è stata solo una copia sbiadita. Dallo spin-off – dal titolo Young Americans – che è stato cancellato dopo una sola stagione, ai segreti e misteri di Pretty Little Liars, fino ai pettegolezzi di Gossip Girl. Tanti esempi e serie tv che vivono all’ombra di Dawson’s Creek. Tuttavia, nessuna può superare la profondità e l’introspezione di Dawson e dei suoi “fiumi”.