Anno III • Numero 245
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QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

La trasformazione delle città

Bologna, la città nera degli affitti


Le città, entità pulsanti nel cuore della civiltà umana, hanno dimostrato una sorprendente capacità di sopravvivenza.

Testimoni silenziose di regni caduti e imperi dissolti, epicentri di rivoluzioni e teatri di guerre, hanno saputo rialzarsi dalle ceneri di crisi innumerevoli e superare ogni avversità.

Questa resilienza intrinseca, radicata nella capacità dei loro abitanti di adattarsi e reinventarsi, le ha rese strutture socio-territoriali più tenaci di qualsiasi altra.

Oggi, di fronte alle sfide epocali del cambiamento climatico e della transizione digitale, le città sono nuovamente chiamate a evolvere, a immaginare un futuro in cui funzionalità e interattività si intrecciano per ridefinire il tessuto stesso della vita urbana.


Per comprendere le profonde trasformazioni in atto e le visioni per la città di domani, abbiamo incontrato Carlos Moreno, urbanista di fama internazionale e autore del provocatorio e influente libro “La città dei 15 minuti.

Per una cultura urbana democratica”. Moreno ci offre una prospettiva illuminante su come ripensare lo spazio e il tempo urbano per costruire comunità più vivibili, sostenibili e inclusive.


Professore Moreno, il concetto di “città dei 15 minuti” ha suscitato un grande interesse a livello globale. Potrebbe spiegarci brevemente i principi fondamentali di questa idea e come si inserisce nel contesto delle sfide attuali che le città devono affrontare?


Carlos Moreno: La “città dei 15 minuti” è un modello urbano che mira a restituire il tempo ai cittadini, ripensando la geografia delle nostre vite.

L’idea centrale è che ogni abitante dovrebbe avere accesso ai servizi essenziali – lavoro, casa, negozi, istruzione, sanità, tempo libero – entro un raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta.

Questo approccio contrasta con la tendenza alla zonizzazione funzionale che ha caratterizzato lo sviluppo urbano del XX secolo, portando a spostamenti pendolari estenuanti e a una frammentazione del tessuto sociale.


Oggi, di fronte all’urgenza della crisi climatica e alla necessità di una transizione digitale inclusiva, la “città dei 15 minuti” offre una risposta concreta.

Riducendo la dipendenza dall’auto privata, contribuiamo a diminuire le emissioni di gas serra e a migliorare la qualità dell’aria.

Al contempo, promuovendo la prossimità e la creazione di quartieri vivi e multifunzionali, rafforziamo il senso di comunità e facilitiamo l’integrazione sociale, elementi cruciali in un’era di crescente digitalizzazione e potenziale isolamento.

La transizione digitale rappresenta un’opportunità straordinaria per ripensare l’interazione tra cittadini e spazio urbano. Come immagina che le tecnologie digitali possano plasmare la “città dei 15 minuti” del futuro?


Carlos Moreno: Il digitale non è fine a sé stesso, ma uno strumento potente per amplificare i principi della “città dei 15 minuti”. Può facilitare l’accesso ai servizi attraverso piattaforme integrate, ottimizzare la mobilità dolce e il trasporto pubblico, promuovere la partecipazione civica e la democrazia locale.

Immagino app che ci informano sulla disponibilità di spazi verdi nel nostro quartiere, sistemi di prenotazione online per attività culturali e sportive a pochi passi da casa, piattaforme per lo scambio di beni e servizi a livello locale.


Tuttavia, è fondamentale evitare una “città dei 15 minuti” a due velocità, dove solo una parte della popolazione ha accesso a queste opportunità digitali.

L’inclusione digitale è un imperativo etico e pratico per garantire che la transizione sia equa e che i benefici della tecnologia raggiungano tutti i cittadini, indipendentemente dal loro background socio-economico o dalla loro età.


Lei parla spesso della necessità di una “cultura urbana democratica”. Cosa intende con questa espressione e come si lega al concetto di “città dei 15 minuti”?


Carlos Moreno: Una “cultura urbana democratica” implica un cambiamento di paradigma nel modo in cui pensiamo e progettiamo le nostre città. Significa mettere al centro le esigenze e le aspirazioni degli abitanti, promuovendo la loro partecipazione attiva nei processi decisionali.

La “città dei 15 minuti” è intrinsecamente democratica perché restituisce potere ai cittadini a livello locale, permettendo loro di riappropriarsi del proprio tempo e del proprio spazio di vita.


Questo si traduce in una pianificazione urbana più partecipativa, in cui i residenti sono coinvolti nella definizione delle priorità per il loro quartiere, nella creazione di spazi pubblici inclusivi e nella promozione di attività che rispondano ai loro bisogni specifici.

Solo attraverso un dialogo costante tra amministrazione, urbanisti e cittadini possiamo costruire città che siano veramente a misura d’uomo e capaci di affrontare le sfide del futuro con creatività e resilienza.


Guardando al futuro, quali sono a suo avviso le priorità per le città che vogliono abbracciare la visione della “città dei 15 minuti” e affrontare con successo le sfide del cambiamento climatico e della transizione digitale?


Carlos Moreno: Le priorità sono molteplici e interconnesse. Innanzitutto, è cruciale investire in infrastrutture verdi e blu – parchi, giardini, corsi d’acqua – per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita.

Parallelamente, è necessario promuovere la mobilità dolce e il trasporto pubblico efficiente, ridisegnando le strade come spazi condivisi e sicuri per pedoni e ciclisti.


Un altro aspetto fondamentale è la riqualificazione dell’esistente, trasformando aree sottoutilizzate o degradate in spazi multifunzionali che offrano una varietà di servizi e opportunità.

La transizione digitale deve essere accompagnata da politiche che garantiscano l’accesso universale alla connettività e alle competenze digitali, evitando di creare nuove forme di esclusione.


Infine, ma non meno importante, è necessario promuovere una cultura della partecipazione e della collaborazione tra tutti gli attori urbani – cittadini, imprese, istituzioni, associazioni – per costruire insieme la città del futuro:

una città resiliente, inclusiva e capace di tessere nuove relazioni tra il tempo che viviamo e lo spazio che abitiamo.


Le parole di Carlos Moreno ci offrono una prospettiva stimolante sul futuro delle nostre città. La “città dei 15 minuti” non è solo un modello urbanistico, ma una visione di una società più equa, sostenibile e a misura d’uomo,

dove il tempo ritrovato e lo spazio ripensato diventano gli ingredienti fondamentali per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro più vivibile per tutti.

La resilienza delle città, dimostrata nei secoli, si rinnova oggi nella capacità di immaginare e creare attivamente questo futuro.