“L’elezione di Leone XIV ha prodotto con sorprendente rapidità un fondamentale risultato: riunificare la Chiesa cattolica. Questo è il primo motivo per il quale sono felice di questo nuovo papa”, afferma il card. Camillo Ruini, già presidente della Cei, parlando al ‘Fatto Quotidiano‘ a quasi un mese dall’elezione di papa Prevost. Camillo Ruini sottolinea l’importanza di questa unità.
“Tentando una breve analisi delle ragioni che hanno prodotto un tale risultato, probabilmente le ritroviamo in alcuni segni, come il forte accento posto sulla fede e sulla preghiera, o anche la stola e mozzetta che ha indossato. Quei non pochi fedeli che, a torto o a ragione, erano a disagio per le – vere o presunte – aperture dottrinali di papa Francesco si sono sentiti rassicurati – dice Ruini – Poi, naturalmente, ci sono le doti personali di papa Leone, cominciando dalla sua umiltà e semplicità per arrivare alla grande testimonianza di amore e di servizio al prossimo che ha dato nelle varie fasi della sua vita: valga per tutte ciò che ha fatto in Perù per i migranti e in particolare per la redenzione delle prostitute”. La visione di Camillo Ruini rispecchia un forte impulso verso la tradizione.
“Il clima che respiriamo oggi nella Chiesa cattolica può definirsi di gioia e di pace. – registra Ruini -. Confidiamo nel papa, nella sua saggezza e carità di pastore, perché questo clima permanga e metta radici, ma nessun credente può esimersi dal fare la propria parte a tale scopo. Dobbiamo ricuperare e rinsaldare la volontà di essere figli, figli di Dio, ma anche figli della Chiesa. E così sentirci uniti a formare il corpo di Cristo, che ha molte e diverse membra, ma è uno solo. Lungo questo itinerario, secondo Camillo Ruini, papa Leone ci è di guida”.














