Le relazioni tra Francia e Italia, storicamente complesse ma profondamente interconnesse, trovano nei rispettivi leader, Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, un interessante caso di studio. Questo consente di analizzare convergenze e divergenze sulle principali questioni internazionali.
Sebbene appartenenti a famiglie politiche europee diverse – Macron è al centro liberale e europeista, mentre Meloni è alla destra conservatrice e sovranista. I due leader hanno mostrato una sorprendente capacità di trovare punti di incontro su dossier specifici. Tuttavia, mantengono posizioni distinte su visioni più ampie e strategiche.
Nonostante le iniziali frizioni e le differenze ideologiche, Macron e Meloni hanno spesso adottato un approccio pragmatico di fronte alle crisi internazionali più pressanti. Essi riconoscono la necessità di una certa unità d’azione europea.
Entrambi i leader hanno mantenuto una linea ferma nel condannare l’aggressione russa all’Ucraina e nel sostenere Kiev, sia militarmente che finanziariamente. Sebbene con sfumature diverse sull’entità e le modalità del supporto, la necessità di una risposta europea robusta è un punto fermo per entrambi. Questo riguarda la minaccia russa ed è condiviso dalla Francia e dall’Italia.
La determinazione a contrastare l’imperialismo russo e a salvaguardare la sovranità ucraina li ha visti spesso allineati nelle sedi internazionali. Questo avviene nei contesti come il G7 e i Consigli Europei.
Di fronte alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina, sia Francia che Italia hanno promosso un approccio comune per diversificare le fonti di approvvigionamento. Hanno accelerato anche la transizione verso le energie rinnovabili. Tuttavia, ci sono differenze nelle priorità nazionali, come il ruolo del nucleare per la Francia.
La consapevolezza della vulnerabilità europea in questo settore ha spinto a collaborazioni su iniziative e investimenti comuni.
Rafforzamento della difesa europea: Sebbene con enfasi diverse, Macron ha una visione più federalista di “sovranità europea”, mentre Meloni si concentra maggiormente sulla dimensione intergovernativa e complementare alla NATO. Entrambi riconoscono la necessità di rafforzare le capacità di difesa dell’UE.
La consapevolezza che l’Europa non può più affidarsi completamente agli Stati Uniti per la sua sicurezza ha portato a convergenze. Queste si manifestano su investimenti e progetti comuni nel settore della difesa.
Le divergenze emergono più nettamente quando si passa da risposte emergenziali a visioni strategiche di lungo periodo. Ciò include questioni con forti implicazioni interne.
Macron è un convinto sostenitore di una maggiore integrazione europea, spingendo verso riforme istituzionali che possano rendere l’UE più efficace. Questo include una maggiore mutualizzazione del debito e un bilancio comune più robusto.
Meloni, pur non volendo uscire dall’euro, è più cauta su trasferimenti di sovranità. Inoltre, si focalizza maggiormente sulla difesa degli interessi nazionali all’interno delle regole esistenti, spesso invocando il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.
Migrazioni e gestione dei flussi: Questo è forse il fronte più caldo di divisione. Macron, pur riconoscendo la necessità di una gestione europea dei flussi, ha spesso criticato l’approccio italiano ritenuto a volte meno stringente sui controlli alle frontiere esterne.
Meloni, da parte sua, ha fatto della lotta all’immigrazione irregolare e della richiesta di una più equa ripartizione dei migranti tra gli Stati membri una priorità assoluta. Questo include criticare la solidarietà europea insufficiente e promuovere accordi con i paesi terzi per bloccare le partenze. Le tensioni su questo dossier hanno portato a momenti di forte attrito diplomatico tra i due paesi.
Sebbene entrambi riconoscano l’importanza del Mediterraneo, le loro strategie di proiezione possono differire. La Francia di Macron tende a mantenere un forte ruolo neocoloniale in Africa e nel Sahel. Qui ha interessi geopolitici e militari consolidati.
L’Italia di Meloni, pur volendo aumentare la sua influenza nel Mediterraneo allargato, ha un approccio più incentrato su partenariati economici e sulla stabilizzazione delle rotte migratorie. Talvolta critica l’eccessivo unilateralismo francese in alcune aree.
In sintesi, la relazione tra Macron e Meloni sul piano internazionale è un delicato equilibrio tra pragmatismo e ideologia. Di fronte alle sfide più urgenti, la necessità di una risposta europea li ha spesso visti collaborare.
Tuttavia, le loro visioni divergenti sull’architettura futura dell’Europa e su questioni sensibili come le migrazioni continueranno a rappresentare aree di potenziale frizione. Ciò richiede un continuo sforzo diplomatico per trovare punti di sintesi. Inoltre, è necessario garantire la coesione europea.














