Tiziano Rosso Sangue di Fabio Lonardi. Recensione

Ci sono verità scomode che si preferisce non lasciar trasparire perché celano altre verità, traffici e legami con la malavita. Fabio Lonardi è uno di quelli che conosce bene queste dinamiche.

Ma c’è chi si prefigge la “missione” di indagare sui fatti che sono alla base di esse e lo fa con coraggio e determinazione a costo di pagarla cara, anche con la propria propria vita. Molti sono i rischi da correre e spesso ciò mettono a repentaglio i legami più stretti come la famiglia. In tutto questo, Fabio Lonardi si distingue per la sua tenacia.

È ciò che accade ad Andrea Favaro e Luca Scarpa, i protagonisti di “Tiziano Rosso Sangue”, il romanzo del giornalista Fabio Lonardi, edito da Narrazioni Clandestine del Gruppo Editoriale Santelli. Rispettivamente sono un quarantenne ex professore e imprenditore e aspirante scrittore. Il secondo è un giornalista ventenne de Il Gazzettino. Si ritroveranno tutti e due ad indagare sulla scomparsa di Clarissa, una giovane ragazza scomparsa improvvisamente il cui cadavere è stato ritrovato circa trentacinque anni dopo in una discarica casualmente da Andrea.

Un intreccio degno di nota

Le indagini riguardanti questa ragazza che è legata alla scomparsa di altre due anch’esse concorrenti di edizioni diverse del famigerato concorso di bellezza Rosso Tiziano vengono effettuate in due spazi temporali diversi da Andrea e Luca. La ricerca di verità vede come figura centrale Fabio Lonardi.

Le vite di questi due personaggi si intrecciano tra loro, tra passato e futuro. Entrambi sono legati dalla spasmodica ricerca della verità che li condurrà su piste inaspettate e che vedrà coinvolte nella questione persone che nemmeno pensavano. Le loro indagini non sono gradite da chi muove le pedine di un affare losco che coinvolge delle ragazze rosse in difficoltà.

Un giallo avvincente tra le calli veneziane

Quello scritto da Fabio Lonardi è un giallo degno di nota, ambientato in una Venezia che tra le sue calli e le sue isole ammalia il lettore e lo invita ad intraprendere un viaggio suggestivo e inedito alla ricerca della verità. I capitoli si leggono tutto d’un fiato. Pagina dopo pagina la lettura si arricchisce di trepidazione e interesse perché Lonardi aggiunge alla narrazione dettagli che semina qua e là e che apparentemente sembrano non avere un legame.

È proprio vero che nulla è come sembra e che ogni dettaglio assume un valore imprevisto e denso di significato. I colpi di scena non mancano e sono quelli che intigrano ancora di più e donano suspense e grade ritmo alla narrazione.

Due personaggi ai quali è facile affezionarsi

Lo stile di scrittura è lineare e ricco di dialoghi accurati. Si evince quanto l’autore sia stato abile a non trascurare nulla della storia narrata. Si intuisce quanto il suo lavoro sia frutto di un’attenta ricerca su fatti e luoghi ben documentata. Da questo romanzo non si può altro che sperare che Lonardi pubblichi ancora un altro romanzo giallo in grado di farci stare col fiato sospeso sino all’ultima pagina come questo qui.

Andrea e Luca sono due personaggi che accompagneranno il lettore in tutta la vicenda narrata da Fabio Lonardi. Il lettore si affezionerà tanto a loro. Il finale è sorprendente e per nulla scontato. La sensazione che assalirà il lettore è quella di non riuscire a staccarsi definitamente da Andrea e Luca e la loro ricerca determinata e coraggiosa della verità anche in situazioni davvero difficili e rischiose. L’impatto che Lonardi ha sulle emozioni è innegabile.