Un clima di forte tensione ha avvolto il Senato italiano oggi, mercoledì 4 giugno 2025, durante la conversione in legge del decreto sicurezza. La questione di fiducia posta sul Ddl è stata un contributo determinante alla tensione percepita.
La decisione del governo di porre la questione di fiducia su tale Ddl ha scatenato la protesta delle opposizioni. Senatori di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si sono seduti a terra. Loro erano a gambe incrociate, urlando “Vergogna, vergogna” e mostrando cartelli con slogan come “Denunciateci tutti” o “Vergogna”.
Il voto di fiducia sul Ddl ha confermato la volontà del governo con 109 voti favorevoli contro 69 contrari e un’astensione. Ciò ha reso il decreto ufficialmente legge dopo l’approvazione alla Camera lo scorso 29 maggio.
La protesta dell’opposizione è stata un segnale forte contro un provvedimento che, a loro dire, introduce una “svolta autoritaria”. In particolare, le critiche si concentrano sulla punibilità, in alcuni casi, di atteggiamenti di resistenza passiva. Si concentrano anche sul reato di blocco stradale. Queste norme preoccupano per le possibili implicazioni sulla libertà di manifestazione.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, pur riconoscendo precedenti sul decreto Ddl, ha inizialmente resistito alle richieste di interruzione della seduta. Tuttavia, ha poi sospeso la seduta per un confronto con uno dei capigruppo dell’opposizione.
La successiva conferenza dei capigruppo ha visto le opposizioni ribadire in coro le loro critiche al testo. Queste critiche lo definiscono un passo verso una deriva autoritaria.
La seduta è stata caratterizzata da un acceso scontro verbale.
Durante l’intervento della senatrice leghista Nicoletta Spelegatti, le opposizioni sono state accusate di mettere in scena un “teatro dell’assurdo”. Esse sono state accusate di “non ascoltare”, parole che hanno ulteriormente infiammato gli animi. Queste provocano proteste in particolare dai banchi di M5s e Pd.
L’approvazione di questo decreto Ddl in un contesto così teso evidenzia le profonde divergenze tra maggioranza e opposizione sui temi della sicurezza e delle libertà civili in Italia.
Anche il voto sul Ddl resta da vedere quali saranno le prossime tappe di questo confronto politico. Inoltre, resta da capire come le nuove norme incideranno sulla vita quotidiana dei cittadini.





