La gioia di Serena Reali, 37 anni, è finalmente completa: è nata Santiago, il suo bambino, venuto al mondo grazie alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) realizzata in Spagna.
Una felicità personale che però si intreccia con una battaglia legale e sociale di grande rilevanza in Italia. La legge attuale non consente a donne single come Serena di intraprendere questo percorso per diventare madri.
Serena Reali ha concepito Santiago con PMA eterologa. Il padre è dichiarato “ignoto,” una condizione necessaria perché la legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita in Italia limita l’accesso. Infatti, lo consente solo a “coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”.
Una normativa che di fatto esclude le donne single dal diritto di realizzare il proprio desiderio di maternità nel proprio paese.
Grazie al supporto dell’Associazione Luca Coscioni, Serena Reali ha intrapreso una vera e propria battaglia legale. Questa battaglia mirava a riconoscere il diritto all’accesso alla PMA per le donne single in Italia.
Tuttavia, a fine maggio, la Corte Costituzionale ha emesso un verdetto che, pur non ritenendo irragionevole il divieto attuale, ha anche aperto uno spiraglio per future modifiche legislative.
La Corte ha stabilito che il divieto non viola direttamente i diritti fondamentali. Questi diritti sono garantiti dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Il diritto all’accesso alla genitorialità delle donne single entrerebbe in conflitto con il diritto delle “coppie” e con il “diritto a priori di un bambino di avere due genitori”.
Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, ha commentato la decisione con determinazione:
«In Italia ci sono tante donne singole, come Serena, che desiderano diventare madri”. Tuttavia, si trovano di fronte a una legge che limita le loro scelte, costringendole ad andare all’estero per avere una gravidanza con la procreazione medicalmente assistita». Tuttavia, la Gallo ha sottolineato un punto cruciale della pronuncia della Consulta:
«La Corte costituzionale, pur dichiarando non fondata la questione di legittimità costituzionale, ha anche chiarito un aspetto importante. Ha stabilito che una modifica della legge 40 da parte del Parlamento per includere anche le donne singole nell’accesso alla PMA non violerebbe la Costituzione».
Questo chiarimento apre la strada a un possibile intervento legislativo e l’Associazione Luca Coscioni non intende fermarsi.
«Continueremo a lottare per superare questa discriminazione», ha aggiunto Filomena Gallo. Ha rilanciato la petizione al Parlamento, già sottoscritta da 30 mila persone, per eliminare questo “ingiusto divieto”.
Per sostenere il diritto alla fecondazione assistita per le donne single anche in Italia, è possibile firmare la petizione al link disponibile sui canali dell’Associazione Luca Coscioni.
La storia di Serena Reali e Santiago, così come la tenacia dell’Associazione Luca Coscioni, riporta al centro del dibattito politico e sociale un tema sensibile e complesso. Questo dibattito interpella la nostra società sul significato di famiglia, genitorialità e diritti individuali nel XXI secolo, inclusa la valutazione sul diritto alla PMA. Il dibattito resta aperto.