Dalla Festa dei Patrioti in Francia, il leader della Lega si felicita per il fallimento del referendum e rilancia la battaglia contro l’Europa.
“Oggi in Italia si votano dei referendum che non passeranno: la cittadinanza non è un regalo. Chiediamo regole più chiare e severe per essere cittadini italiani. Infatti, non basta qualche anno in più di residenza.
Per la Lega servono regole ancora più severe: non basta qualche anno di residenza. Bisogna conoscere, rispettare e amare la legge, la lingua e la cultura del Paese che ti ospita. Altrimenti, tutti a casa.” Queste le parole di Salvini, il vicepremier e leader della Lega, intervenuto sul palco della “Festa della Vittoria” dei Patrioti Ue in Francia. Salvini ha ribadito l’importanza di queste regole nel suo discorso.
Un evento che ha visto la partecipazione di figure di spicco della destra europea come Marine Le Pen e Viktor Orban. Salvini ha toccato i temi caldi dell’attualità politica, a partire dai referendum sulla cittadinanza.
Salvini ha ribadito con forza la sua linea politica, sottolineando l’allineamento con leader internazionali. Ha detto: “Noi siamo con Trump, Bolsonaro, con Le Pen in Francia.
E noi con me in Italia, che ho rischiato la prigione per aver difeso i confini. Proveranno ad arrestarci ma falliranno. Inoltre, proveranno a comprarci ma non siamo in vendita.
La vittoria appartiene ai più tenaci. Siamo sul lato giusto della storia”. Questo è stato un messaggio di sfida e resilienza, con un chiaro riferimento alla sua passata esperienza giudiziaria legata alla gestione dei flussi migratori.
Ha poi lanciato un appello al Partito Popolare Europeo (PPE): “Dobbiamo costringere il Ppe a scegliere una volta per tutte. Devono scegliere tra i vecchi accordi con la sinistra e un futuro da costruire sul lavoro e sulla speranza. Il futuro deve essere con i Patrioti e i Conservatori”.
L’attacco all’Unione Europea rimane l’obiettivo primario dei movimenti patriottici.
Salvini ha stigmatizzato l’attuale assetto comunitario: “Abbiamo il dovere di lottare con tutte le armi che la democrazia ci concede. Dobbiamo ribaltare un’Unione europea che ci vorrebbe indebitati, precari, colonizzati e impauriti.
Un’Unione europea dominata da burocrati e banchieri e da chi non può e non vuole contrastare il traffico di esseri umani, di droga e di armi”.
Il leader della Lega, Salvini, ha poi identificato quella che, a suo dire, rappresenta la vera minaccia per il futuro dei giovani. Ha detto: “Per i nostri figli la minaccia non arriva da est. Non arriva da improbabili carri armati sovietici, ma arriva da sud.
Per i nostri figli la minaccia è l’invasione di clandestini, in prevalenza islamici. Questa è finanziata e organizzata nel silenzio di Bruxelles”.














