All’interno della sinistra cresce l’ipotesi di un cambio di leadership per scongiurare una disfatta elettorale La tenuta del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez è seriamente minacciata da uno scandalo di corruzione che ricorda la Tangentopoli italiana degli anni Novanta.
Un rapporto di quasi 500 pagine dell’Unità Centrale Operativa (UCO) della Guardia Civil ha rivelato l’esistenza di una rete criminale di corruzione collegata a contratti pubblici assegnati dal Ministero dei Trasporti durante il governo Sánchez.
Al centro della vicenda riguardante Sánchez ci sono figure di spicco del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), come l’ex ministro José Luis Ábalos, Santos Cerdán, ex segretario di organizzazione del PSOE e numero tre del partito, e Koldo García, consigliere di entrambi . Le accuse riguardano la gestione di tangenti per oltre 620 mila euro e la possibile manipolazione delle primarie che hanno portato Sánchez alla guida del partito.
Registrazioni di conversazioni tra i protagonisti mostrerebbero accordi su spartizioni di tangenti e pressioni per alterare i risultati elettorali interne al PSOE.
L’opposizione, guidata dal Partito Popolare e da Vox, ha chiesto le dimissioni immediate di Sánchez, accusandolo di essere coinvolto in un sistema di corruzione che mina la democrazia spagnola.
Il premier ha risposto con un mea culpa rivolto alla militanza socialista, chiedendo scusa per aver riposto fiducia in persone coinvolte nello scandalo e promettendo di riformare le strutture del partito per evitare futuri abusi. Tuttavia, ha escluso dimissioni o rimpasti, accusando la destra di tentare di rovesciare il governo.
La crisi politica è la più grave affrontata da Sánchez nei suoi due mandati e ha già provocato dimissioni di figure chiave del PSOE. All’interno della sinistra cresce l’ipotesi di un cambio di leadership per evitare una disfatta elettorale, mentre il governo vacilla tra scandali e tensioni crescenti.
La situazione resta incerta, con Sánchez che dovrà difendersi davanti al parlamento il 9 luglio, mentre le pressioni dell’opposizione e le proteste di piazza si intensificano.
La “tangentopoli socialista” spagnola rappresenta una crisi profonda per il governo Sánchez, che rischia di compromettere la stabilità politica del paese e di aprire una fase di instabilità nel panorama politico iberico.














