ActionAid: il Gender Gap economico in Italia “esiste e persiste”




Il divario di genere in ambito economico continua a rappresentare una sfida significativa per l’Italia, un problema che, come sottolineato più volte da ActionAid, “esiste e persiste” con conseguenze profonde sulla vita delle donne e sulla società nel suo complesso.


L’organizzazione, da anni impegnata nella promozione dei diritti delle donne e nel contrasto alla violenza di genere, evidenzia come il gender sia un fattore cruciale nelle disuguaglianze economiche, che sono non solo un sintomo, ma anche una delle cause principali della fragilità e della dipendenza femminile.


Le analisi condotte da ActionAid, spesso in collaborazione con altri enti e associazioni come Fondazione Realizza il Cambiamento, mettono in luce un quadro preoccupante. Nonostante alcuni marginali miglioramenti, il divario retributivo di genere rimane una realtà tangibile.


Recenti dati, ad esempio, mostrano come le donne in Italia abbiano percepito stipendi giornalieri inferiori rispetto agli uomini in diversi settori, con un gender pay gap che può arrivare a superare il 20%. Questo significa, in pratica, che le donne lavorano l’equivalente di un giorno alla settimana senza retribuzione, se paragonate ai colleghi uomini.


Le cause di questa persistente disparità sono molteplici e radicate sia in fattori strutturali che culturali:


Segregazione occupazionale: Le donne sono spesso sovra-rappresentate in settori a bassa retribuzione, come la sanità e l’istruzione, e sottorappresentate in ruoli apicali o in settori più remunerativi come quello STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). In Italia, la percentuale di donne dirigenti è ancora molto bassa.


Part-time involontario: Molte donne lavorano a tempo parziale non per scelta, ma per la necessità di conciliare vita professionale e carichi di cura familiare, che gravano prevalentemente su di loro. Questo incide negativamente sul salario annuale e sulle prospettive di carriera.


Interruzioni di carriera: La maternità e la cura dei figli o di altri familiari anziani portano spesso le donne a interruzioni o rallentamenti nella carriera lavorativa, con conseguente perdita di anzianità, esperienza e opportunità di avanzamento.


Stereotipi di genere e bias impliciti: Persistono ancora forti stereotipi che influenzano le scelte formative e professionali delle donne, così come le decisioni di assunzione e promozione all’interno delle aziende.


ActionAid sottolinea come la dipendenza economica sia un fattore cruciale che alimenta anche la violenza di genere. La mancanza di autonomia finanziaria può intrappolare le donne in relazioni abusive, rendendo estremamente difficile per loro abbandonare situazioni di maltrattamento.

Per questo, l’organizzazione si impegna attivamente in progetti volti all’educazione finanziaria e all’empowerment economico delle donne, come il recente programma “Econo.Mia” sviluppato con Amazon e Fondazione Realizza il Cambiamento, che mira ad accrescere le competenze economico-finanziarie.


L’organizzazione evidenzia la necessità di interventi sistemici e strutturali per colmare il divario di genere.


Questo include politiche mirate che incentivino la parità salariale, supportino la condivisione del carico di cura, promuovano l’accesso delle donne a settori e ruoli tradizionalmente maschili e contrastino gli stereotipi. Un passo fondamentale è anche l’educazione di genere nelle scuole, per smantellare fin dall’infanzia le disuguaglianze culturali che sono alla base di queste disparità.


In sintesi, il “gender gap economico esiste e persiste in Italia” e, per ActionAid, affrontarlo non è solo una questione di giustizia sociale, ma un imperativo per costruire una società più equa, resiliente e libera dalla violenza.