“Difficile commentare l’attacco Usa senza le necessarie informazioni, prima tra tutte quella dello stato di avanzamento del programma nucleare militare iraniano. Stando alla maggior parte delle notizie e delle dichiarazioni anche ufficiali che circolano, il pericolo non era imminente. E allora perché tutto questo? Perché mettere a serio rischio la stabilità internazionale e la sicurezza di tutti, nessuno escluso? Pochi giorni ancora, e Israele avrebbe neutralizzato in maniera dirimente le capacità militari iraniane. Inoltre, automaticamente tutti i suoi nemici alle porte, da Hezbollah ad Hamas, Houti, formazioni sciite dell’area non avrebbero più avuto alimentazione da Tehran”. Lo dice all’Adnkronos il generale Leonardo Tricarico ex Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa, commentando l’attacco Usa in Iran.
“Tutto si poteva concludere con un negoziato robusto che mettesse al riparo da ulteriori insidie nucleari. Ed in ogni caso, dopo l’attacco Usa, le bombe americane e israeliane per i siti nucleari di Tehran sarebbero state pronte all’occorrenza. Inoltre, in tempi fulminei se i patti fossero stati violati. Non c’è nulla pertanto di cui gioire oggi – ribadisce – semmai l’unica cosa comprensibile è il sospiro di sollievo dei cittadini israeliani. Sempre che il Bda (Battle Damage Assessment) la prima verifica che in questi casi si fa sul danno procurato, dovesse confermare che le profondità a cui il materiale fissile iraniano era custodito siano state raggiunte dalle bombe statunitensi”. Inoltre, l’attacco Usa ha suscitato diverse preoccupazioni tra le nazioni vicine.