L’Iran accusa l’AIEA di complicità negli attacchi ai siti nucleari: scambi di accuse
tra Teheran e l’agenzia internazionale.
In un’escalation delle tensioni diplomatiche, Mohammad Eslami, capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran (AEOI), ha inviato una lettera di protesta formale al direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi.
Nella missiva, Eslami ha accusato l’AIEA di complicità negli attacchi attribuiti agli Stati Uniti contro i siti nucleari iraniani di Natanz, Fordow e Isfahan.
La lettera, di cui si è avuta notizia, sottolinea la ferma posizione di Teheran, che considera l’inazione dell’AIEA e la presunta mancata condanna degli attacchi come una forma di complicità in “un crimine così sfacciato”.
L’Iran ha dichiarato di aver già adottato le iniziative necessarie per difendere i propri diritti di sovranità e ha annunciato l’intenzione di intraprendere “opportune misure legali” attraverso gli organismi internazionali, puntando il dito in particolare contro l’atteggiamento dell’AIEA.
Le accuse iraniane arrivano in un momento di delicatezza nei rapporti tra Teheran e la comunità internazionale, caratterizzati da anni di negoziati sul programma nucleare iraniano e da ricorrenti timori sulla sua natura.
L’Iran ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare è esclusivamente a fini pacifici, mentre diverse potenze occidentali, Stati Uniti in primis, hanno espresso preoccupazioni riguardo a possibili finalità militari.
La mossa di Eslami potrebbe essere interpretata come un tentativo di aumentare la pressione sull’AIEA affinché adotti una posizione più critica nei confronti di presunti sabotaggi ai siti nucleari iraniani.
Resta da vedere come l’AIEA, che ha il compito di monitorare e verificare il rispetto degli accordi nucleari, risponderà a queste gravi accuse e quali saranno le ripercussioni diplomatiche di questa ennesima fase di tensione.
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