Una profonda frattura si è aperta nel fronte delle opposizioni italiane, con il Movimento 5 Stelle che, con una mossa a sorpresa, ha riaperto al dialogo con la Russia per l’approvvigionamento di gas. Questo ha scatenato la dura reazione di Partito Democratico (Pd) e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs).
Lo scontro si è consumato sulle risoluzioni presentate alla Camera in vista del prossimo Consiglio Europeo. Questo ha evidenziato divisioni che vanno oltre la già spinosa questione dell’invio di armi all’Ucraina.
La proposta del M5s, contenuta in un punto della loro risoluzione, chiedeva di non “escludere a priori e pro futuro una possibile collaborazione con la Russia” per la questione del gas. Questa formulazione, seppur cauta, ha immediatamente sollevato un’ondata di proteste da parte di Pd e Avs. Questi hanno annunciato il loro voto contrario a quel preciso passaggio.
Per il Pd e Avs, infatti, un’apertura verso Mosca in questo momento rappresenta un segnale politico “pericoloso e inaccettabile”. Questo è in aperto contrasto con la linea di sostegno all’Ucraina e di disaccoppiamento energetico dalla Russia promossa dall’Unione Europea.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha ribadito la necessità di continuare a sostenere il popolo ucraino e le sue istituzioni. Avs, pur condividendo la contrarietà all’invio indiscriminato di armi a Kiev, si è nettamente smarcata da qualsiasi riavvicinamento a Mosca sul fronte energetico.
Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha addirittura definito la mozione del M5s “vergognosa” e “sembra scritta da Putin”. Egli ha sottolineato come la posizione pentastellata rischi di tradire gli impegni internazionali dell’Italia. Anche Conte ha espresso la sua preoccupazione riguardo le implicazioni politiche di tali divisioni.
Le divisioni, tuttavia, non si limitano al gas. Già in precedenza, M5s e Avs avevano espresso posizioni simili sullo stop all’invio di armi a Kiev e sul divieto di attacchi in territorio russo. Invece, il Pd insiste sul rispetto degli impegni con Ue e Nato. Questa nuova spaccatura sull’energia russa aggrava ulteriormente la già complessa coesione del “campo largo” delle opposizioni, rendendo sempre più difficile la costruzione di un’alternativa unitaria al governo.
Il dibattito parlamentare ha messo in evidenza le profonde differenze strategiche e ideologiche all’interno del centrosinistra. Il M5s cerca di recuperare un posizionamento più autonomo e pacifista, anche a costo di isolarsi dai potenziali alleati.
Le ricadute di queste divisioni saranno sicuramente significative in vista dei prossimi appuntamenti politici. Queste divisioni minano la capacità delle opposizioni di presentarsi come un blocco coeso e credibile.




