Un discorso dai toni durissimi quello pronunciato da Papa Leone XIV alla plenaria della ROACO (Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali), dove il Pontefice non ha usato mezzi termini per condannare la violenza che imperversa nei territori dell’Oriente cristiano.
Con parole che lasciano un segno profondo, il Santo Padre, Papa Leone XIV, ha denunciato una “veemenza diabolica mai vista prima” che si abbatte su queste regioni martoriate.
Il Papa ha puntato decisamente il dito contro il prevalere della “legge del più forte”, una logica perversa con cui, a suo dire, “si legittimano i propri interessi” a discapito del diritto internazionale e di quello umanitario. Una chiara critica a un contesto globale in cui la forza sembra aver soppiantato ogni principio di giustizia e solidarietà.
Ma le parole più incisive, quelle che risuonano con particolare forza all’indomani dell’aumento deciso dai Paesi NATO al 5% del PIL per le spese per la difesa, sono state rivolte contro “le false propagande del riarmo”. A giudizio di Papa Leone XIV, tali propagande “tradiscono i desideri di pace dei popoli”, minando la speranza di una risoluzione pacifica dei conflitti.
Un monito chiaro e forte, che chiama in causa le responsabilità di chi, a fronte di una crisi umanitaria senza precedenti, continua a investire nella guerra anziché nella diplomazia e nell’aiuto reciproco.
Le sue parole hanno ribadito ancora una volta la costante preoccupazione della Santa Sede per le popolazioni che vivono in contesti di conflitto, in particolare per le comunità cristiane orientali, spesso vittime di persecuzioni e violenze.
Il discorso di Papa Leone XIV si pone come un accorato appello alla coscienza globale, invitando a riflettere sulle reali conseguenze di una politica basata sulla prevaricazione e sul riarmo, in contrasto con i valori fondamentali di pace e giustizia.














