Anno III • Numero 245
9772039198001

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

Strage di Ustica, Mattarella: “Cercare la verità, Paesi amici collaborino”




A 45 anni dalla tragica notte del 27 giugno 1980, in cui il DC-9 Itavia si inabissò al largo di Ustica causando la morte di 81 persone, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rinnovato l’appello per la ricerca della verità. Ha anche chiesto la collaborazione dei “Paesi amici”.


Un richiamo forte, che giunge in un momento in cui le famiglie delle vittime continuano a chiedere giustizia. Chiedono chiarezza su uno dei più oscuri misteri della storia italiana.


“È un dovere della Repubblica continuare a cercare la verità, affinché non cali il silenzio su una delle pagine più dolorose della nostra storia”, ha dichiarato il Presidente Mattarella. Ha sottolineato l’importanza di non cedere alla rassegnazione e di proseguire ogni sforzo per fare piena luce sull’accaduto.


Il suo appello alla collaborazione dei “Paesi amici” è un chiaro riferimento a quelle nazioni. Infatti, secondo le ricostruzioni giudiziarie e le inchieste giornalistiche, queste nazioni potrebbero detenere informazioni cruciali. Queste informazioni potrebbero aiutare a ricostruire la dinamica dell’incidente, sempre più orientata verso l’ipotesi di un coinvolgimento militare.


La tesi prevalente è che l’aereo sia stato abbattuto da un missile durante un’intercettazione aerea o un’azione di guerra non dichiarata. Questa coinvolse caccia militari di diverse nazioni, presumibilmente della NATO, impegnati in un’esercitazione o un’operazione nel Mediterraneo. Un’ipotesi che rende ancora più gravoso il peso del silenzio e delle reticenze.


Al coro di Mattarella si unisce con forza la voce di Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, che per decenni ha lottato instancabilmente per la verità. “La politica trovi i colpevoli”, ha affermato Bonfietti, rivolgendo un’esplicita richiesta alle istituzioni. Chiede che, dopo anni di sentenze e accertamenti tecnici, si giunga finalmente a una chiara attribuzione di responsabilità a livello politico e internazionale.


La sua è una richiesta di giustizia che va oltre le aule dei tribunali, chiamando in causa la responsabilità dello Stato. Lo Stato deve garantire la trasparenza e non lasciare impuniti i responsabili di una strage così efferata.


La memoria di Ustica rimane una ferita aperta per l’Italia. La giornata di commemorazione è un momento per rinnovare l’impegno collettivo a non dimenticare. Serve per continuare a proseguire la battaglia per la piena verità.


Il monito del Presidente della Repubblica e l’appello dei familiari delle vittime rappresentano un pressante richiamo. Chiedono a tutte le nazioni coinvolte affinché collaborino pienamente, rimuovendo ogni velo di segretezza che ancora oggi impedisce di fare piena luce su quella tragica notte. Solo così si potrà rendere piena giustizia alle 81 vittime e alle loro famiglie.