Attacco a Londra, 20 anni dopo. Su Sky e Now arriva la docu-serie che ricorda gli attentati terroristici del 2005

Una pagina di storia che non si può dimenticare e che ha cambiato per sempre gli assetti sociali e politici della City (e non solo). Il 7 luglio a 20 anni dalla tragedia, su Sky e in streaming su Now arriva una docu-serie in tre episodi, dal titolo Attacco a Londra, che ricorda gli attentati che nel 2005 hanno sconvolto la capitale del Regno Unito. 

A inizio anni 2000, il mondo ha dovuto affrontare una serie di sfide di cui oggi ne stiamo pagando ancora le conseguenze. Dalla Bolla di Internet fino alla pandemia da Covid, dalla crisi economica del 2008 fino agli attentati alle Torri gemelli. Fatti di cronaca politica internazionale che, causa forza maggiore, hanno lasciato un’impronta nel nostro immaginario collettivo. Tra questi, è impossibile dimenticare ciò che è successo a Londra il 7 luglio del 2005. Un attentato che ha sconvolto la City, facendo piombare su tutta l’Europa lo spettro del terrorismo che, fino a quel momento, non aveva ancora valicato i nostri confini. Eppure è accaduto e non si può dimenticare la paura, il terrore e il lutto per le vittime innocenti che sono rimaste coinvolte negli attacchi.

A 20 anni da quel giorno che ha cambiato, forse per sempre, l’immagine del Regno Unito nel mondo (e non solo verso l’Europa), una docu-serie arriva per raccontare cosa è successo in quei giorni febbrili. Con Attacco a Londra è Sky che porta in Italia una fiction, in bilico tra realtà e ricostruzione storica, per raccontare l’attentato ma per omaggiare le vittime che sono rimaste coinvolte in uno degli attacchi più cruenti e dilanianti del XXI secolo. 3 gli episodi, disponibili anche in streaming su Now, per raccontare la verità dietro l’immane tragedia. Ma, più che altro, è per conoscere fatti di storia recente e capire come (e perché) il mondo è cambiato così drasticamente in appena 20 anni.

Attacco a Londra, la docu-serie di Sky 

Il 7 luglio 2005 quattro attentatori suicidi prendono di mira le reti di trasporto londinesi, facendo esplodere bombe su tre treni della metropolitana e un autobus e causando la morte di 52 persone e 700 feriti. Due settimane dopo, il fallimento di un secondo attacco dà il via a una caccia all’uomo mai vista prima, che porta alla uccisione di un ragazzo innocente, Jean Charles de Menezes, da parte della polizia. A 20 anni esatti di distanza, la docu-serie di Sky Original in tre episodi, in prima visione il 7 luglio dalle 21.15 su Sky Documentaries, in streaming su NOW e disponibile anche on demand, ripercorre l’evento che ha segnato l’inizio della guerra al terrorismo nel Regno Unito; il racconto si snoda con interviste esclusive e immagini inedite attraverso tre prospettive: quella degli investigatori alla disperata ricerca di risposte, quella dei civili coinvolti negli attentati e le voci di chi conosceva i carnefici.  

Per la prima volta nella serie si raccontano le indagini e le ragioni per cui gli attentati si verificarono. Grazie all’accesso privilegiato agli investigatori, alcuni dei quali non hanno mai parlato prima, il racconto si spinge ad esplorare le vite degli attentatori, con nuove rivelazioni sulle loro storie e motivazioni personali. Tra i testimoni chiave, il padre di uno degli attentatori, l’amico intimo di un altro e un connazionale britannico che ha partecipato a un campo di addestramento con i terroristi.

Cosa era successo veramente a Londra venti anni fa 

Le cronache parlano molto chiaro. Gli attacchi a Londra non è finzione ma è pura realtà. Furono una serie di esplosioni causate da attentatori suicidi che colpirono il sistema di trasporti pubblici della capitale britannica durante l’ora di punta, mentre molte persone si recavano al lavoro. Tre treni della metropolitana furono colpiti quasi contemporaneamente e dopo poco meno di un’ora esplose un autobus. L’attentato avvenne proprio mentre nel Regno Unito, nei pressi di Edimburgo, si stava tenendo il 31esimo vertice del G8; inoltre, il giorno precedente era stata festeggiata la scelta della capitale inglese come sede delle Olimpiadi del 2012. Gli attentati portarono alla chiusura completa della metropolitana londinese per alcuni giorni, al blocco di molte strade circostanti le stazioni colpite, e alla sospensione delle corse degli autobus nella zona centrale per gran parte del giorno.

Gli investigatori in seguito identificarono in quattro persone, decedute, i responsabili degli attacchi. Secondo un articolo del The Guardian si ipotizzò che gli attentatori abbiano agito da soli, per motivi religiosi, con un budget ristretto, nonostante Al Qaida ne abbia rivendicato la responsabilità. Quattro attentatori per quattro attacchi separati, tutti giovani britannici tra i 18 e i 30 anni, che vivevano quelle che sembravano delle vite normali. Dopo gli attacchi, si è scoperto che avevano tutti dei legami con l’estremismo islamico. Il 21 luglio 2005 si verificò una seconda serie di quattro esplosioni su convogli della metropolitana di Londra e su un autobus. Esplosero solo i detonatori e non le cariche e non ci furono vittime; gli attentatori, dopo i malfunzionamenti degli ordigni, fuggirono ma furono in seguito tutti arrestati.