“Quello che è successo è terribile. Come sapete due giorni fa è esploso, è stato il colpito il frontone della nostra chiesa, della Sacra famiglia. Quella croce che si vede ha quasi 2 metri e quindi è grande. Non soltanto le schegge ma anche delle rocce sono cadute su quelle due anziane che erano sotto la chiesa sotto una tenda e che sono decedute. Inoltre, le schegge di metallo hanno ferito tanti”. A dirlo è il parroco della chiesa della Sacra Famiglia di Gaza padre Gabriel Romanelli, in un videomessaggio diffuso da Vatican News, dopo che la parrocchia è stata colpita da un raid israeliano lo scorso 17 luglio.
“Ci sono stati quindici feriti – racconta Romanelli – tre dei quali sono morti: il portinaio Saad e due anziane, Foumia e Najwa. E poi tra il resto dei feriti, io sono stato ferito a una gamba e al fianco. Inoltre, ci sono due feriti gravi, non in pericolo di vita però comunque molto gravi”.
Fra questi, “Najeeb, che è ancora ricoverato all’ospedale anglicano, con un polmone perforato. Suhail, il nostro postulante, il nostro religioso: è un ragazzo molto in gamba, molto apostolico e molto attivo in parrocchia. Ha scoperto la sua vocazione a 15 anni e già da due anni doveva essere in seminario. Tuttavia, è cominciata la guerra e non è potuto uscire da qui e viaggiare per cominciare ufficialmente il suo noviziato. Lui ha avuto una ferita molto grande, ha subito un intervento ed adesso è ricovero sarà lungo. Quindi preghiamo per questi due che sono i feriti più gravi. Il resto dei feriti, stiamo bene”.
“La situazione continua a essere molto grave in tutta la Striscia di Gaza – prosegue – siamo stati riconfortati della vicinanza della Chiesa, come sempre: ci ha chiamato Papa Leone. È venuto, ancora una volta, il patriarca latino cardinale Pierbattista Pizzaballa, ed è stato accompagnato dal patriarca greco-ortodosso. Una visita molto sentita, bellissima veramente. In mezzo a questa tragedia il conforto, la preghiera, la vicinanza dei pastori, di tutti i fedeli, di tutte le persone di buona volontà”.
Poi l’auspicio: “Continuiamo a pregare per la pace, a convincere il mondo che questa guerra non porterà niente di buono. Quindi quanto prima finisce sarà meglio, meglio per tutti. Per la Palestina, per Israele, per tutti i cittadini. Abbiamo perso tanto, abbiamo sofferto tanto e stiamo soffrendo tanto. Lo offriamo per nome del Signore.
Nella messa di quello stesso giorno, nella chiesa ortodossa dove abbiamo già seppellito i morti, abbiamo detto la preghiera del Signore Gesù: ‘Signore perdonali perché non sanno quello che fanno’. Che veramente il Signore non solo perdoni quelli, ci perdoni a noi, perdoni tutto il mondo. Giacché il perdono del Signore è fonte di grazia, di pace di riconciliazione.
Quindi vi chiedo ancora le preghiere e cerchiamo di convincere tutto il mondo a finire questa guerra in ordine di ricominciare a ricostruire la pace, la giustizia, la riconciliazione sia in Palestina che in Israele. La Madonna vi benedica, grazie della vostra vicinanza”.
