La situazione umanitaria a Gaza ha raggiunto livelli catastrofici, con 600.000 persone a rischio di morte imminente per la fame.
Una crisi senza precedenti che ha spinto Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, a lanciare un accorato appello al governo italiano e, in particolare, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, affinché l’Italia faccia sentire con forza la sua voce per fermare il governo di Benjamin Netanyahu.
Secondo Schlein, la fame forzata è diventata una vera e propria arma di guerra, utilizzata dal governo israeliano per portare avanti quello che definisce un “piano criminale di colonizzazione della Palestina”.
Le testimonianze che giungono dalla Striscia di Gaza sono agghiaccianti, con persone che svengono per strada e operatori umanitari, anche italiani, impossibilitati a operare a causa dei costanti bombardamenti che colpiscono persino i centri di distribuzione del cibo.
La segretaria del PD non ha risparmiato critiche al governo Meloni, accusandolo di un “silenzio complice” e di un’ipocrisia “inaccettabile” di fronte a tale dramma. Schlein ha sottolineato come le parole di condanna di Meloni non siano sufficienti e che servano fatti concreti.
Ha ricordato, in particolare, il voto negativo della maggioranza alla Camera sulla mozione unitaria di PD-M5S-AVS per la sospensione del memorandum d’intesa tra Italia e Israele, un voto che “pesa come un macigno” di fronte alle decine di migliaia di morti.
L’Italia e l’Europa devono agire
immediatamente per un cessate il fuoco, per sbloccare gli aiuti umanitari e per proteggere i civili. La situazione a Gaza è un inferno in terra, e come ha ribadito Schlein, l’immobilismo del governo italiano rende il nostro Paese complice di questa tragedia.
Di fronte a un quadro così desolante, con la fame che miete vittime innocenti, tra cui numerosi bambini, e con gli ospedali al collasso, la comunità internazionale non può rimanere a guardare.
La voce dell’Italia, secondo Schlein, deve levarsi forte e chiara per mettere fine a questa carneficina e per lavorare per una soluzione che garantisca la pace e la sicurezza per due popoli e due Stati.














