Votata in prima commissione a seguito della richiesta di pratica a tutela per Piccirillo
Arriva domani in plenum la proposta di delibera votata dalla prima commissione del Csm. Questo avviene dopo la richiesta di apertura pratica sottoscritta venerdì scorso da venti consiglieri a tutela di Raffaele Piccirillo, sostituto procuratore generale della Cassazione. Una proposta approvata a stretto giro in commissione con cinque voti favorevoli (Tullio Morello, Marco Bisogni, Edoardo Cilenti, Michele Papa e Marcello Basilico). Vi è stato il voto contrario del consigliere laico Enrico Aimi.
“Il Consiglio – si legge nel documento che sarà discusso domani in plenum – ha ascoltato con preoccupazione le dichiarazioni rese dal Ministro della Giustizia il 18 luglio 2025 nel corso dell’evento ‘Parlate di mafia’. In quella sede il Ministro ha deriso un magistrato per le opinioni espresse in un’intervista su un caso giudiziario in corso. Ha affermato che ‘in qualsiasi Paese al mondo avrebbero chiamato gli infermieri’. Ha evocato un possibile intervento disciplinare, poi qualificato come inutile. Ciò è dovuto al fatto che la sezione disciplinare del Csm sarebbe composta da persone elette da quelle che devono essere giudicate’. Inoltre, ha descritto la giurisdizione disciplinare come ‘una stanza di compensazione’ tra componenti associative. Infine, ha affermato che la politica non ha mai riformato la giustizia ‘per paura’”.
“Le dichiarazioni del Ministro introdotte nell’ambito di un incontro pubblico che ha toccato anche la riforma costituzionale connotano il relativo dibattito di un’enfasi idonea ad impedire un pacato confronto. È stato invocato proprio dal Guardasigilli, sui contenuti concreti della stessa riforma” e alla luce di questo. Nella richiesta di delibera si “rileva la gravità delle affermazioni rese dal Ministro della Giustizia, per il loro potenziale impatto sulla fiducia dei cittadini nella funzione giudiziaria. Si ritiene che esse siano idonee a condizionare il sereno e indipendente esercizio della giurisdizione. Pertanto, si afferma la necessità, nell’ambito dei propri compiti costituzionali, di tutelare il prestigio dell’ordine giudiziario. Si rinnova il richiamo al rispetto dei principi di autonomia, indipendenza e leale collaborazione tra i poteri dello Stato. Domani la delibera dovrà essere votata in plenum.
