Nonostante un solido avvio al botteghino domestico, il nuovo film “Superman” di James Gunn sembra aver faticato a decollare sui mercati internazionali. Il regista non ha esitato a fornire una sua spiegazione piuttosto schietta. Secondo lui, un presunto “sentimento anti-americano diffuso oggi nel mondo” starebbe penalizzando gli incassi al di fuori degli Stati Uniti.
Il film, attesissimo dai fan dell’Universo DC e da chiunque fosse curioso di vedere la nuova incarnazione del supereroe più iconico d’America, ha riscosso un buon successo in patria. Gunn stesso ha definito il passaparola “molto positivo”. Tuttavia, i numeri provenienti da diversi Paesi esteri hanno evidenziato un andamento al di sotto delle aspettative. Ciò ha portato il regista a riflettere sulle possibili cause.
“Superman non è un prodotto così conosciuto in certi paesi”, ha dichiarato Gunn. Ha riconosciuto che il personaggio, pur essendo un’icona negli Stati Uniti, non ha la stessa familiarità globale di altri supereroi come Batman. “Questo ha influito. Così come il fatto che in questo momento nel mondo c’è un certo sentimento anti-americano molto diffuso. Non ci sta aiutando molto.”
Le parole di Gunn hanno generato un acceso dibattito, con alcuni che le considerano una giustificazione valida. Altri le vedono come una semplificazione eccessiva di dinamiche complesse del botteghino internazionale. È innegabile che la percezione degli Stati Uniti e della loro cultura possa influenzare il successo di prodotti d’esportazione. Tuttavia, resta da vedere quanto questo fattore abbia effettivamente pesato sulla performance di “Superman”.
Gunn ha comunque espresso ottimismo per il futuro del film. Egli confida nella forza del passaparola positivo e nella capacità del film di “crescere” nel tempo sui vari mercati. Ha anche sottolineato che, nonostante le difficoltà in alcuni territori, il film stia ottenendo ottimi risultati in Paesi come Brasile e Regno Unito.
Il regista ha concluso con una nota di fiducia, definendo l’accoglienza globale del film come una “vittoria totale”. Inoltre, ha descritto ciò come “il seme dell’albero” che lui e il co-CEO dei DC Studios, Peter Safran, hanno curato negli ultimi tre anni. “Poterlo far partire in modo così positivo è stato incredibilmente travolgente”, ha affermato.
Resta da vedere se le analisi di James Gunn si riveleranno esatte nel lungo periodo. Inoltre, bisogna valutare se il “sentimento anti-americano” continuerà a essere un fattore rilevante per le produzioni hollywoodiane sui mercati internazionali.
