West Nile virus, 7 casi in Lazio




L’Italia sta registrando un preoccupante aumento dei casi di infezione da West Nile Virus (WNV), un arbovirus trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare del genere Culex. La situazione è monitorata con attenzione dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Questi hanno confermato un incremento significativo dei contagi, soprattutto nella regione Lazio.



Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Salute, al 20 luglio 2025 i casi confermati di infezione umana da West Nile virus in Italia dall’inizio dell’anno sono 10. Di questi, ben 7 sono stati segnalati dalla Regione Lazio, tutti in provincia di Latina. Questo evidenzia un notevole aumento rispetto ai soli due casi rilevati pochi giorni prima.



La preoccupazione è ulteriormente cresciuta dopo la tragica notizia del decesso di una donna di 82 anni, avvenuto all’ospedale di Fondi (Latina). La paziente, senza patologie concomitanti, era stata ricoverata lo scorso 14 luglio per febbre e stato confusionale, sintomi tipici delle forme più gravi dell’infezione.
Un quadro nazionale in evoluzione
Se da un lato i dati specifici sul Lazio mostrano un’escalation, il quadro generale a livello nazionale è ancora più ampio.



Al 23 luglio 2025, i casi confermati di West Nile Virus in Italia sono attualmente 455 infezioni umane e 21 decessi. Questo rende l’Italia il paese europeo con il maggior numero di casi segnalati nell’anno in corso. La Campania, ad esempio, ha registrato 8 casi, di cui 4 ricoveri. Sebbene le autorità locali dichiarino la situazione sotto controllo e circoscritta a singoli episodi.


Il West Nile Virus, nella maggior parte dei casi (80%), decorre in modo asintomatico. Nel restante 20% dei casi, possono manifestarsi sintomi lievi e simil-influenzali come febbre, cefalea, nausea, vomito, linfonodi ingrossati ed eruzioni cutanee. Le forme gravi, che coinvolgono il sistema nervoso centrale (encefalite, meningite), sono rare ma potenzialmente letali. Queste interessano principalmente soggetti anziani o fragili.


La diffusione del virus è favorita da diversi fattori ambientali e sociali. Tra questi ci sono i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione, la globalizzazione e, soprattutto, le rotte migratorie degli uccelli, serbatoi naturali del virus. Le piogge intense seguite da ondate di caldo creano accumuli di acqua stagnante, ideali per la proliferazione della zanzara Culex pipiens. Questa è il principale vettore in Italia.


Il Ministero della Salute ha ribadito l’importanza di rafforzare la sorveglianza e di sensibilizzare la popolazione sulle misure preventive. È fondamentale adottare comportamenti atti a proteggersi dalle punture di zanzara, come l’uso di repellenti, indumenti protettivi, zanzariere ed eliminare i ristagni d’acqua (sottovasi, contenitori, fontane non trattate). Questi aiutano a ridurre i focolai larvali.


La collaborazione medico-veterinaria e la diagnosi precoce dei casi sospetti sono cruciali per contenere la diffusione del virus e garantire un trattamento tempestivo. Soprattutto per i soggetti più a rischio.