Milano: Mulè, ‘Pd garantista a corrente alternata’

“Se tutti comprendessero che un avviso di garanzia non equivale a una condanna, sarebbe un grande passo avanti per la civiltà giuridica e costituzionale, in cui il primato della politica prevale su quelli che ho definito i “primati del giustizialismo”. Purtroppo, il garantismo in Italia è a corrente alternata. Spiace constatare che ciò valga anche per il Partito Democratico, a seconda di chi è sotto inchiesta. Se si tratta di un avversario politico, in quel caso si dimenticano le guarentigie del garantismo e si corre verso il giustizialismo”. Lo ha dichiarato Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, intervenendo a Sky Agenda.

“Noi – ha proseguito – non abbiamo questo atteggiamento, né verso i nostri compagni di partito né verso gli avversari. Beppe Sala, per esempio, per noi non è capace di governare Milano: lo ha dimostrato politicamente, sulla base di ciò che è accaduto nel merito. Ma Milano non può fermarsi, non può essere ostaggio di un’inchiesta o della paura di andare avanti. Contestando la politica, noi ci teniamo fuori da quell’arena polverosa in cui, purtroppo, sguazzano ancora elementi giustizialisti che fanno di un avviso di garanzia – o addirittura di un interrogatorio come i 5Stelle – la base per valutare la reputazione di una persona. Il sindaco Ricci è e sarà un mio avversario politico, ma io lo rispetterò sempre, così come rispetto De Caro o chiunque finisca sotto inchiesta: tutti hanno diritto a essere giudicati non in base a un pregiudizio fondato su un’inchiesta giudiziaria, ma in base a un giudizio politico basato sui fatti”, ha concluso Mulè.