Dal palazzo del Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato parole di rara intensità e gravità sulla crisi in corso a Gaza.
In occasione della tradizionale cerimonia del Ventaglio, il Capo dello Stato non ha usato mezzi termini, definendo il “perseverare” nelle azioni militari come “diabolico”. Un’affermazione che risuona come un monito severo e un’accusa diretta contro le atrocità che continuano a consumarsi nella Striscia.
Le dichiarazioni di Mattarella non sono state generiche, ma hanno toccato punti precisi e dolorosi. Il Presidente ha parlato apertamente di una “situazione sconvolgente”, denunciando il bombardamento della parrocchia della Sacra Famiglia e la deliberata distruzione di strutture ospedaliere. Ha sottolineato con forza l’inaccettabilità di “ridurre alla fame un’intera popolazione”, puntando il dito contro la negazione sistematica degli aiuti umanitari e la sofferenza inflitta ai civili.
Non solo Gaza: nel suo intervento, Mattarella ha ampliato lo sguardo anche alla Cisgiordania, condannando l’ “occupazione abusiva e violenta di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese”. Un riferimento chiaro e deciso alle politiche di insediamento che da tempo alimentano le tensioni e rendono sempre più complessa la prospettiva di una pace duratura.
Ciò che ha colpito maggiormente nelle parole del Presidente è stata l’incapacità, da lui stesso espressa, di considerare questa catena di eventi come una semplice “involontaria ripetizione di errori”.
L’espressione “ostinazione a uccidere indiscriminatamente” suggerisce una lettura più profonda e preoccupante: una volontà, o quantomeno un’accettazione, di causare sofferenze indicibili senza distinzione tra combattenti e civili.
Colpire ambulanze, uccidere medici e infermieri, sparare su bambini assetati in fila per l’acqua o su persone affamate in cerca di cibo non sono più incidenti, ma, nella visione di Mattarella, azioni che assumono una connotazione quasi premeditata nella loro brutalità.
La posizione del Presidente Mattarella sul conflitto israelo-palestinese è da sempre chiara e coerente: la sicurezza di Israele è un diritto inalienabile, così come lo è il diritto dei palestinesi a uno Stato proprio.
Questa visione, riassunta nella formula “due popoli e due stati”, è stata ribadita innumerevoli volte come l’unica soluzione possibile per una pace autentica e duratura. Le sue parole recenti si inseriscono in questo solco, ma con un’intensità e una perentorietà che ne marcano la gravità e l’urgenza.
Il monito “perseverare è diabolico” non è solo una condanna morale, ma un invito pressante alla comunità internazionale e ai belligeranti a porre fine a un ciclo di violenza che sta distruggendo vite umane e ogni speranza di futuro nella regione.
La dichiarazione di Mattarella rappresenta un richiamo forte e chiaro alla responsabilità etica e politica di fronte a una catastrofe umanitaria che non può più essere ignorata.