Vladimiro Zagrebelsky, figura di spicco nel panorama giuridico, è morto

Un magistrato, un giurista, un punto di riferimento per la difesa dei diritti umani in Italia e in Europa.


Vladimiro Zagrebelsky, figura di spicco nel panorama giuridico, è morto improvvisamente all’età di 85 anni. È stato a causa di un malore che lo ha colto nella sua casa di villeggiatura a Gressoney-La-Trinité, in Valle d’Aosta.



Una vita dedicata alla giustizia e ai diritti
Nato a Torino nel 1940, Vladimiro Zagrebelsky ha dedicato l’intera sua carriera alla magistratura e allo studio del diritto.



Dopo una brillante carriera in Italia, ha ricoperto ruoli importanti come quello di presidente della Corte d’Assise di Torino e procuratore della Repubblica. Nel 2001 è stato eletto giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, un incarico che ha ricoperto con rigore e dedizione fino al 2010. Ha lasciato un’impronta significativa con sentenze che hanno contribuito a definire e tutelare i diritti fondamentali.



Oltre al suo impegno in magistratura, Zagrebelsky è stato un studioso raffinato e un docente universitario. Dopo la sua esperienza a Strasburgo, è stato direttore del Laboratorio dei Diritti Fondamentali (LDF) di Torino. Inoltre, ha collaborato come editorialista per il quotidiano La Stampa, offrendo la sua profonda conoscenza del diritto a un pubblico più vasto.
Il cordoglio del mondo politico e giuridico
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio in tutto il Paese.



Molti esponenti del mondo politico e giuridico hanno voluto rendere omaggio a Zagrebelsky. Hanno ricordato la rigorosità morale, l’impegno civile e la lucidità intellettuale. Il suo legame con Gressoney, che lui considerava una seconda casa, è stato sottolineato dall’amministrazione locale e dalla comunità valdostana. Essi hanno espresso profonda commozione per la perdita di una persona che aveva saputo costruire un legame sincero con il territorio.



Vladimiro Zagrebelsky era il fratello maggiore di Gustavo Zagrebelsky, ex presidente della Corte costituzionale. Entrambi hanno contribuito in modo determinante al dibattito giuridico e culturale italiano. Sebbene avessero approcci differenti, erano uniti da una profonda passione per il diritto e la giustizia.



La sua eredità rimarrà un punto di riferimento per chiunque creda nello Stato di diritto e nella tutela dei diritti umani.