Anno III • Numero 245
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Netanyahu: tra guerra, calo nei sondaggi e crisi di credibilita’



Mentre il governo di Netanyahu porta avanti la sua strategia a Gaza, le tensioni interne si acuiscono. Le proposte del premier, come l’annessione di aree della Striscia, hanno creato una profonda frattura, anche all’interno dei vertici militari.




Notizie recenti riportano di contrasti con i leader delle forze armate, con il capo di stato maggiore che ha persino minacciato le dimissioni. Questo scontro tra il potere politico e il vertice militare non fa che aggravare la polarizzazione già esistente nel Paese.
Il crollo nei sondaggi e la perdita di consenso



I sondaggi recenti mostrano un quadro molto negativo per Netanyahu. Sebbene in alcuni momenti, come dopo attacchi contro l’Iran, il premier abbia visto un temporaneo aumento di popolarità, la tendenza generale è al ribasso.



Un sondaggio dall’emittente pubblica israeliana Kan ha rivelato che la maggioranza degli israeliani (il 43%) ha respinto una decisione chiave del primo ministro.



Un altro sondaggio ha mostrato che la fiducia nel governo e in Netanyahu è crollata drasticamente. In un sondaggio di Channel 12, ben 6 israeliani su 10 ritenevano che Netanyahu avrebbe dovuto dimettersi.



Gran parte del calo di consensi deriva da una diffusa insoddisfazione per la gestione della guerra. Molti israeliani, infatti, sarebbero favorevoli a una conclusione del conflitto tramite un accordo di scambio di prigionieri, una direzione opposta rispetto alla linea dura perseguita dal governo.



L’immagine internazionale e la crisi di credibilità




L’isolamento di Netanyahu non è solo interno. A livello internazionale, il suo governo è sotto forte pressione. La sua risposta a decisioni come il riconoscimento dello Stato palestinese da parte del Regno Unito, definita da Netanyahu come un “premio al terrorismo di Hamas”, ha ulteriormente inasprito i rapporti diplomatici.



La credibilità di Netanyahu è in forte discussione anche negli Stati Uniti, dove il suo indice di gradimento ha toccato i minimi storici, soprattutto tra democratici, indipendenti e giovani. In un contesto in cui il mondo chiede una risoluzione pacifica e una via d’uscita dalla crisi, la sua figura appare sempre più isolata e la sua strategia sempre più contestata.



L’escalation delle tensioni, la perdita di fiducia interna e il crescente isolamento internazionale mettono in discussione non solo la stabilità del suo governo, ma anche il suo futuro politico.