Alla (ri)scoperta di Black Sails, la serie piratesca che tutti dovrebbero vedere (almeno una volta nella vita)

Violenta, scostumata ma dal grande fascino. La serie di Black Sails, oggi, è una perla quasi sconosciuta della serialità americana. Non è solo un racconto sui pirati ma un dramma umano dove non c’è spazio per il perdono. Il primo episodio risale al 2014. In Italia è disponibile su MGM +, il canale a pagamento di Amazon Prime Video. 

Più e più volte abbiamo aperto una pagina sullo stato della serialità americana e troppe volte si è giunti a un’amara conclusione: l’offerta è così vasta che sono tante le serie tv che restano nell’ombra, anche se meriterebbero più spazio. Tra questa è impossibile non menzionare il mito di Black Sails. È una serie datata, il cui primo episodio è andato in onda nel gennaio del 2014 (in un mondo e in una realtà totalmente diversa rispetta a quella di oggi), eppure è considerata una tra le produzioni americane più imponenti e di spessore dell’ultimo decennio. È una serie storica che affonda le mani nella cultura del 1600, tra pirati, desideri e sogni di conquista per un mondo che è ancora tutto da scrivere.

Fu un soggetto molto particolare per la rete di Starz (la stessa di Outlander) che ha investito su una serie unica nel suo genere e che esce fuori dai suoi soliti stilemi. In tv, il dramma piratesco non ha mai trovato larghi consensi. Black Sails, invece, grazie a una narrazione a più voci e incisiva ha volato alto nel cuore del pubblico. La serie è andata avanti per 4 anni ed è arrivata alla sua naturale conclusione con un finale evocativo ma denso di significato. In Italia è su MGM+, canale di Amazon Prime Video, e ora vi spieghiamo il perché meriterebbe di essere rivista e apprezzata con maggiore interesse. 

Black Sails, la trama della serie tv 

Al centro della storia ci sono le avventure della nave Walrus battente bandiera pirata, la quale con le ossa incrociate ed il teschio spaventoso, rappresenta l’ultimo baluardo di libertà ed indipendenza. La serie è infatti ambientata nel 1715, anno che segna il momento apicale delle razzie marittime ai danni delle navi commerciali. La Walrus è agli ordini del capitano James Flint, uno spietato stratega pronto a tutto per affermare la propria supremazia sui mari ed arricchirsi il più possibile, insieme al suo equipaggio composto dal nostromo Billy Bones e, tra gli altri, dal nuovo cuoco di bordo John Silver. L’obiettivo principale della Walrus è quello di riuscire ad arrembare l’Urca de Lima, il galeone spagnolo che sta trasportando un carico d’oro per conto della flotta delle Indie Occidentali. 

Nel frattempo, però sull’isola di New Providence, base dei pirati, il “governatore” Richard Guthrie è intimidito dal governo inglese che minaccia di riprendere il controllo dell’isola ed alle sue spalle la figlia Eleanor, venuta a conoscenza della rotta del galeone spagnolo dalla sua amante Max, decide di imbarcarsi sulla Walrus e sfruttare le proprie informazioni per conquistare l’agognato bottino e far rifiorire l’economia dell’isola. Inizia così una grande avventura tra le onde, tra scontri violenti, uomini depravati e dai mille volti e subdole strategie per conquistare l’ambito tesoro.

Black Sails, una tra le serie più sottovalutate del decennio

Di sicuro ha il pregio di aver dimostrato che il genere piratesco, dopo Pirati dei Caraibi, non era affatto esausto e, anzi, poteva ancora dire molto al pubblico. I personaggi della serie non hanno nulla dei macchiettistici bucanieri firmati Disney ma sono invece ricchi di sfumature e chiaroscuri. Nessuno è totalmente buono o cattivo, tutti i personaggi sono sfaccettati ed approfonditi quanto basta per renderli reali e giustificare le loro azioni. Non solo approfondimento psicologico, comunque: una serie sui pirati non sarebbe degna di questo nome se non offrisse anche epici duelli, abbordaggi, ricchi tesori, tranelli e sotterfugi. In Black Sails c’è tutto questo, in aggiunta ad una storia lineare che conclude, nell’arco delle quattro stagioni, tutti i fili sparsi lungo la narrazione.

Jonathan E. Steinberg e Robert Levine hanno concepito Black Sails come un prequel del romanzo di Robert Louis Stevenson L’isola del tesoro. Allo sviluppo della serie ha contribuito tra gli altri il regista e produttore Michael Bay (Transformers). Anche se ambientata a New Providence, una delle isole più popolate dell’Arcipelago delle Bahamas, la serie è stata girata nei Cape Town Film Studios di Città del Capo.