Un incontro cruciale è in programma ad Anchorage, in Alaska. Qui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara a incontrare il suo omologo russo Vladimir Putin. Questo summit, atteso con grande trepidazione, è il primo tra i due leader dalla rielezione di Trump nel 2024. Si concentrerà principalmente sulla guerra in Ucraina.
Il presidente Trump ha più volte espresso il desiderio di porre fine al conflitto. L’incontro con Putin è visto come un passo fondamentale in questa direzione.
L’annuncio del vertice ha suscitato reazioni contrastanti, in particolare in Europa e in Ucraina. In questi luoghi c’è preoccupazione per il fatto che decisioni cruciali possano essere prese senza la diretta partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Secondo fonti della Casa Bianca, l’incontro, previsto per il 15 agosto, si svolgerà presso la Joint Base Elmendorf-Richardson. La scelta di un sito militare sul suolo americano è stata motivata da esigenze di sicurezza, anche alla luce di un mandato di arresto internazionale nei confronti di Putin. Si tratta del primo vertice tra Stati Uniti e Russia ospitato negli USA dal 1988.
Trump ha dichiarato che l’obiettivo iniziale è “ascoltare” la posizione di Putin. Vuole valutare se ci sia una reale volontà di pace. Nonostante le dichiarazioni del presidente, che ha accennato a un possibile “scambio di territori” come parte di un accordo, il Cremlino avrebbe già fatto sapere che la Russia potrebbe cessare il conflitto solo mantenendo il controllo dell’Ucraina orientale.
La notizia dell’incontro a due ha allarmato il presidente Zelensky. Ha ribadito con fermezza che nessuna decisione sull’Ucraina può essere presa senza il coinvolgimento di Kyiv. “Qualsiasi decisione presa senza l’Ucraina”, ha dichiarato, “sarà una decisione contro la pace”.
In risposta alle preoccupazioni ucraine ed europee, Trump ha tenuto una videoconferenza con Zelensky e diversi leader europei. Tra questi la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
L’obiettivo del vertice virtuale era coordinare le posizioni e definire le “linee rosse” prima dell’incontro con Putin. Questo ha rassicurato, in parte, gli alleati occidentali. Questi temono un accordo che possa favorire gli interessi russi a scapito della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina.
La diplomazia è in pieno fermento, e le prossime ore saranno cruciali per capire se il vertice di Anchorage potrà davvero portare a un punto di svolta nel conflitto. Alternativamente, potrebbe rivelarsi un’occasione persa per una pace duratura.