Il retroscena diplomatico: il presunto accordo tra Putin e Trump per il ritiro di Kiev




Secondo un’indiscrezione del Financial Times, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe proposto una bozza di accordo per il ritiro delle truppe ucraine dalla regione del Donetsk in cambio di un “accordo globale”.

La notizia è stata rivelata dopo un incontro segreto a Washington tra il presidente americano Donald Trump e i vertici di Mosca.



Il presunto piano di pace è emerso durante un vertice a cui hanno partecipato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i principali leader europei, tra cui i rappresentanti di Francia e Germania. La mossa diplomatica, guidata da Trump, è stata descritta come un tentativo di porre fine al conflitto con una soluzione negoziale. Tuttavia, i dettagli esatti dell’accordo non sono ancora stati resi noti.



Volodymyr Zelensky, che si recherà a Washington lunedì, ha espresso il suo disappunto per il presunto piano di pace. Secondo i media ucraini, che hanno definito il vertice “disgustoso”, Kiev sarebbe contraria a qualsiasi concessione territoriale.



I timori di un indebolimento del sostegno occidentale sono cresciuti dopo le dichiarazioni di Trump, che ha ribadito la sua volontà di trovare una soluzione diplomatica che non si limiti a una semplice tregua.



La situazione resta tesa, con il futuro del conflitto ucraino appeso a un filo. Le posizioni di Kiev e Mosca sembrano inconciliabili, con l’Ucraina che insiste per il ripristino dei confini del 1991 e la Russia che continua a occupare parti del suo territorio. Le trattative diplomatiche sono in corso, ma il percorso verso la pace è ancora lungo e incerto.




Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, è determinato a trovare una via d’uscita al conflitto, come aveva promesso in campagna elettorale. Resta da vedere se il suo approccio pragmatico riuscirà a superare le profonde divisioni che hanno finora ostacolato qualsiasi tentativo di pace.