Anche l’Austria si offre per ospitare il vertice Putin-Zelensky





L’Austria ha lanciato un’offerta ufficiale per ospitare un potenziale incontro tra i presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. La proposta, che arriva in un momento di stallo diplomatico, mira a riavviare i negoziati di pace per il conflitto in Ucraina.




Il ministro degli Esteri austriaco, Werner Stocker, ha comunicato l’intenzione del governo di rendere Vienna una sede neutrale per il vertice. “La nostra posizione di non allineamento è una risorsa che può facilitare il dialogo tra le parti in conflitto,” ha dichiarato Stocker in una conferenza stampa tenuta a tarda sera nella capitale.



L’offerta austriaca si aggiunge a quelle già avanzate da altri paesi, tra cui la Turchia e la Svizzera, che storicamente hanno giocato un ruolo di mediatori in dispute internazionali. La scelta di Vienna, in particolare, richiamerebbe alla mente i fasti della diplomazia europea del passato, con la città che ha ospitato numerosi incontri cruciali.




Un elemento di grande complessità legato a questa proposta è la posizione della Corte Penale Internazionale (CPI). A marzo 2023, la CPI ha emesso un mandato di arresto per il presidente Putin, accusandolo di crimini di guerra per il presunto rapimento di bambini ucraini.



Il ministro Stocker ha affrontato direttamente la questione, sottolineando la serietà della posizione austriaca: “Se Vienna dovesse essere scelta come sede, il nostro governo contatterebbe immediatamente la Corte Penale Internazionale per discutere la situazione e garantire la sicurezza giuridica dell’incontro,” ha affermato.




Questa mossa suggerisce che l’Austria cercherà una forma di salvacondotto diplomatico o un chiarimento legale che permetta lo svolgimento del vertice senza complicazioni legate al mandato di arresto.



La Russia non riconosce la giurisdizione della CPI, ma la presenza del mandato di arresto rimane un ostacolo significativo per gli spostamenti internazionali di Putin. La disponibilità dell’Austria a farsi carico di questo aspetto legale dimostra la volontà di superare gli impedimenti che hanno finora bloccato i negoziati diretti.



Al momento non è arrivato alcun commento ufficiale da parte dei governi russo e ucraino sull’offerta austriaca. Gli occhi della comunità internazionale restano puntati su Vienna, in attesa di capire se la storica capitale saprà trasformare la sua proposta in una reale opportunità per la pace.