Le garanzie di sicurezza per l’Ucraina: un’operazione complessa tra NATO, “Volenterosi” e la posizione della Russia





Mentre i leader della NATO si sono incontrati per fare il punto della situazione, si sta lavorando a ritmi serrati per definire le garanzie di sicurezza da offrire all’Ucraina.

Questo sforzo è guidato dalla “Coalizione dei Volenterosi”, composta principalmente da Francia, Regno Unito e ora anche dagli Stati Uniti. Sebbene la NATO agisca da punto di raccordo, il presidente americano Donald Trump desidera mantenere l’Alleanza il più possibile separata da questo dossier.




Durante la riunione, i capi di Stato maggiore della NATO hanno espresso il loro pieno sostegno a questa iniziativa. Hanno descritto la discussione come “ottima e franca”. Un funzionario dell’Alleanza ha chiarito che, sebbene la NATO non sia direttamente coinvolta nella stesura dei piani militari, una stretta cooperazione è inevitabile.




Questo perché qualsiasi forza o risorsa che i Paesi membri volessero inviare in Ucraina non deve in alcun modo compromettere i piani difensivi dell’Alleanza stessa. Per Paesi con forze armate già ridotte, questo aspetto aggiunge un ulteriore strato di complessità all’operazione.



La Russia ha prontamente percepito questo cambio di passo e ha espresso il suo dissenso. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha ribadito che discutere di garanzie di sicurezza senza la partecipazione di Mosca è una strada “che non porta da nessuna parte”. Ha inoltre definito “un’utopia” l’idea di risolvere questioni di sicurezza collettiva escludendo la Russia. Ha sostenuto che tale approccio è un “cammino verso il nulla”.



Lavrov ha anche riproposto una vecchia idea del 2022. Ha affermato che la sicurezza dell’Ucraina dovrebbe essere garantita dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU: Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Tuttavia, questa proposta era già naufragata in passato. Il Cremlino aveva chiesto un diritto di veto su ogni intervento, di fatto svuotando di senso il meccanismo.




Nonostante la complessità della situazione, la NATO sottolinea che gli scenari per il dopoguerra rimangono “aperti”. Il punto cruciale da definire è se la Russia sarà considerata una parte avversa a cui imporre un piano pre-stabilito. Oppure se avrà una voce in capitolo sulle garanzie di sicurezza.



Secondo i corridoi delle istituzioni europee, la “Coalizione dei Volenterosi” elaborerà lo schema delle garanzie in autonomia. In parte, per aumentare la pressione su Vladimir Putin e spingerlo a negoziare seriamente.



Il prossimo passo cruciale sarebbe un incontro bilaterale tra Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, seguito da un summit che includa anche il presidente Trump. Putin si trova di fronte a un bivio delicato. Se si rifiuterà di partecipare, gli europei potranno sostenere davanti a Trump che la Russia sta solo bluffando.


Lavrov è consapevole di questo rischio e sta cercando di prendere tempo. Sta sottolineando che un vertice di tale importanza deve essere preparato con la massima attenzione.