Nomine sui vaccini, Schillaci nel mirino degli altri ministri. Salvini: “Qualcosa non va”

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Il ministro della Salute Orazio Schillaci si trova al centro di una bufera politica che scuote la maggioranza di governo. Le recenti nomine nel settore della sanità e le decisioni in materia di vaccini hanno scatenato una reazione durissima da parte di alcuni alleati, in particolare la Lega e Fratelli d’Italia, mettendo a nudo le profonde divergenze all’interno della coalizione.



A rompere gli indugi è stato Matteo Salvini, che ha definito le scelte del ministro un “pessimo segnale”. Il leader della Lega, pur senza specificare nel dettaglio le sue perplessità, ha lasciato intendere che le nuove direzioni imposte da Schillaci non sarebbero in linea con la visione del centrodestra.



La sua frase sibillina, “Qualcosa non va”, è stata interpretata come una chiara critica alla gestione del dicastero della Salute.
Ancora più diretto è stato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Il cognato della premier ha alzato il tiro, attaccando Schillaci su un terreno non solo politico ma anche scientifico, un passo decisamente inusuale.



“Non sempre il pensiero scientifico dominante è quello giusto”, ha dichiarato Lollobrigida, alludendo implicitamente a posizioni ritenute troppo allineate con il “pensiero unico” in materia di sanità pubblica e vaccinazioni.



L’affondo non si è fermato qui: Lollobrigida ha rincarato la dose con un’altra accusa pesante, sostenendo che Schillaci “ora ha consenso a sinistra”. Una frase che, se non è un’accusa di “tradimento”, poco ci manca, e che mette in luce la distanza ideologica percepita da una parte del governo nei confronti del ministro della Salute.



Il clima all’interno della maggioranza si fa sempre più teso. Di fronte a questo assedio, Schillaci può contare sull’unica sponda offerta da Forza Italia. Il partito, che ha sempre mantenuto una posizione più moderata e in linea con le indicazioni della comunità scientifica internazionale, si è schierato in difesa del suo ministro, cercando di stemperare le tensioni e di ricondurre la discussione a un livello più istituzionale.



Al momento, la reazione di Giorgia Meloni non è ancora arrivata, ma la situazione appare sempre più critica e richiederà un intervento diretto per evitare una spaccatura insanabile all’interno del governo.