Vertice cruciale per la pace in Ucraina: tra Budapest e un possibile faccia a faccia Putin-Zelensky





Mentre i negoziati sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina entrano in una fase decisiva, la diplomazia internazionale si concentra su un possibile incontro al vertice per porre fine al conflitto.



Secondo fonti mediatiche, gli Stati Uniti stanno lavorando all’organizzazione di un trilaterale a Budapest, in Ungheria. L’incontro vedrebbe la partecipazione dei presidenti Donald Trump, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin.



L’iniziativa, promossa dalla Casa Bianca, mira a creare un terreno comune per un accordo di pace. Tuttavia, emergono nuove complessità. Secondo alcune fonti, Putin avrebbe espresso il desiderio di incontrare Zelensky da solo, in un colloquio bilaterale. Ciò avverrebbe prima di un eventuale tavolo allargato.



Questa richiesta, se confermata, potrebbe rappresentare un tentativo del Cremlino di gestire la trattativa in modo più diretto. L’intento sarebbe escludere l’influenza di altre potenze. La proposta di un incontro a Mosca, avanzata da Putin e poi rifiutata da Kiev, sottolinea la tensione tra le parti.



In questo scenario, la figura di Donald Trump è centrale. Il presidente degli Stati Uniti ha ammesso che Putin potrebbe “non volere un accordo”. Questa affermazione riflette le incertezze del momento e la complessità delle posizioni russe. Allo stesso tempo, Trump ha aperto a una possibile forma di supporto aereo a Kiev, pur escludendo l’invio di truppe americane sul campo.



Le garanzie di sicurezza sono il nodo cruciale dei negoziati. L’Ucraina ha chiesto ai suoi alleati occidentali di formalizzare un accordo che ne assicuri la protezione futura. Zelensky ha ribadito che le trattative per le garanzie continuano serrate e dovranno essere definite entro 10 giorni.



L’idea è quella di un modello “stile articolo 5 della NATO”. Questo modello, però, non prevede il dispiegamento di truppe. Si concentra su un meccanismo di difesa, anche aerea, per prevenire future aggressioni.



Verso un accordo o una nuova fase del conflitto?
La posizione di Trump e le mosse diplomatiche degli ultimi giorni indicano un’accelerazione verso una possibile risoluzione. La scelta di Budapest come sede del potenziale trilaterale non è casuale. L’Ungheria, con la sua posizione critica sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, potrebbe fungere da mediatore o, al contrario, da ostacolo.



Le prossime settimane saranno decisive. Bisognerà capire se le parole di apertura si tradurranno in un passo concreto verso la fine del conflitto. In alternativa, i negoziati potrebbero essere destinati a una nuova battuta d’arresto.