L’operazione “Gideon’s Chariots 2” segna una svolta drammatica nel conflitto israelo-palestinese. L’IDF (Forze di Difesa Israeliane) ha avviato l’evacuazione di Gaza City, ordinando a centinaia di migliaia di civili di dirigersi verso sud, mentre le truppe israeliane si preparano a una manovra di terra su larga scala. Il ministro della Difesa Yisrael Katz ha dichiarato: “La Striscia cambia volto”.
Gli obiettivi sono la conquista del Nord di Gaza, considerata roccaforte delle milizie di Hamas ,la
neutralizzazione dei miliziani e smantellamento delle infrastrutture sotterranee e la
Pressione strategica con incursioni nei quartieri di Zeitoun e Jabaliya.
L’IDF ha predisposto corridoi umanitari per facilitare lo spostamento dei civili verso sud. Ospedali da campo e centri di distribuzione degli aiuti sono stati allestiti, ma le autorità militari avvertono: “Con masse di persone che si trasferiscono è impossibile controllare ogni singolo individuo”.
L’ impiego è di 130.000 riservisti richiamati
Servizio prolungato fino a 140 giorni per alcune unità.
Cinque divisioni già operative, dodici brigate pronte all’azione.
Nonostante le pressioni internazionali per un cessate il fuoco, Israele conferma l’intenzione di procedere. Hamas ha accettato una proposta preliminare per il rilascio di ostaggi, ma Tel Aviv insiste sulla liberazione completa e incondizionata.
Nel frattempo, il governo israeliano valuta una legge per dichiarare il Qatar “Paese nemico”, accusandolo di finanziare gruppi ostili come Hamas e Hezbollah.
L’occupazione di Gaza City, se completata, potrebbe ridefinire gli equilibri regionali. Ma il prezzo umano e politico resta altissimo. La Striscia, come ha detto Katz, sta davvero cambiando volto.














