La Farnesina è scesa in campo per affrontare la delicata questione dei “doppi dazi” che stanno colpendo le esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano verso gli Stati Uniti. La vicenda, denunciata dai consorzi di tutela, sta creando non pochi disagi agli operatori del settore, già alle prese con un mercato internazionale complesso.
L’allarme è scattato nelle scorse settimane, quando diverse spedizioni di formaggi DOP italiani sono state soggette a una doppia tassazione al momento dell’ingresso nei porti statunitensi. Secondo quanto riferito dai consorzi, le autorità doganali americane starebbero applicando sia il dazio già previsto per i prodotti lattiero-caseari, sia una seconda tariffa aggiuntiva, solitamente riservata a categorie merceologiche differenti.
“Si tratta di un palese errore di classificazione”, ha dichiarato un portavoce del Consorzio del Parmigiano Reggiano, “che sta pesando enormemente sui nostri produttori, riducendo la competitività e mettendo a rischio accordi commerciali già definiti. Abbiamo immediatamente segnalato il problema alle autorità competenti in Italia”.
La situazione ha rapidamente raggiunto i vertici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Fonti interne alla Farnesina confermano che il Ministro ha avviato contatti diretti con l’ambasciata italiana a Washington e con le controparti statunitensi per chiarire la situazione. L’obiettivo è quello di risolvere la questione nel più breve tempo possibile, evitando che i ritardi e i costi aggiuntivi compromettano ulteriormente l’export di due dei prodotti di punta del Made in Italy agroalimentare.
L’errore doganale, se confermato, solleva interrogativi sulle procedure di controllo e sulla formazione del personale nelle dogane estere. I consorzi auspicano una rapida risoluzione diplomatica che riconosca l’errata applicazione dei dazi e, possibilmente, porti a un rimborso per le aziende già danneggiate.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di tensioni commerciali, sebbene in questo caso sembra trattarsi di una criticità tecnica piuttosto che di una deliberata politica protezionistica.
L’intervento della Farnesina è visto come un passo essenziale per tutelare gli interessi nazionali e per ripristinare la fluidità di un canale di esportazione vitale per l’economia italiana. Le prossime ore saranno cruciali per capire l’evoluzione della situazione e le risposte che arriveranno dagli Stati Uniti.