La politica italiana, scossa dalla diffusione di un sito web che pubblica e distorce immagini di donne, si unisce in una risposta forte e compatta. L’iniziativa, partita dal Partito Democratico, mira a una denuncia collettiva che superi le divisioni di schieramento. L’obiettivo è tutelare non solo le parlamentari colpite, ma anche tutte le donne anonimamente diffamate.
Lia Quartapelle (PD) ha spiegato la ragione di questa mossa, sottolineando che “un gesto forte e unitario” è necessario per “reagire al sopruso anche per tutte quelle delle donne che sono state messe su questi siti in forma anonima e ne sono tuttora ignare”.
I riscontri sono già positivi. Si ipotizza che a guidare questa azione bipartisan possano essere la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del PD Elly Schlein. Entrambe sono coinvolte nel caso e già protagoniste di un’inedita convergenza sul tema della violenza di genere.
Il governo, tramite la ministra Eugenia Roccella, ha già annunciato misure specifiche per affrontare quella che ha definito una “barbarie del terzo millennio”. Queste misure includeranno il monitoraggio e la segnalazione alle autorità competenti degli episodi denunciati.
Anche altre forze politiche stanno proponendo soluzioni. Forza Italia, con Pierantonio Zanettin, rilancia un disegno di legge per “perseguire penalmente i responsabili dei diversi forum in cui vengono diffusi foto e commenti sessisti”.
La presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, Martina Semenzato, ha ricordato che si tratta di un “reato gravissimo”. Ha esortato le vittime a denunciare. Mariastella Gelmini (Noi Moderati) è passata dalle parole ai fatti, presentando una denuncia alla Polizia Postale.
La responsabile Pari Opportunità della Lega, Laura Ravetto, ha chiesto “una risposta urgente e condivisa da parte delle istituzioni”. Nel frattempo, il suo collega di partito, Roberto Vannacci, ha espresso un’opinione differente. Ha denunciato a sua volta la strumentalizzazione politica dei suoi stessi attacchi, pubblicando foto manipolate che lo ritraggono.
Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle insistono sull’importanza dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole come strumento di prevenzione. Irene Manzi (PD) ha sottolineato come “la prevenzione della violenza passi anche e soprattutto dall’educazione”. Alessandra Maiorino (M5S) ha chiesto anche l’introduzione di “divieti veri di accesso a qualunque piattaforma pornografica senza certificazione autentica di identità”.
Nel frattempo, il coro di solidarietà si allarga. Diverse figure politiche, tra cui Laura Boldrini e Beatrice Lorenzin, hanno rivelato di essere state vittime del portale. A loro è giunto il supporto dei presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, che hanno condannato fermamente questi comportamenti, definendoli “intollerabili”.
L’unità d’intenti mostrata dalla politica italiana in questa occasione rappresenta un segnale forte. Si spera che sia il preludio a una risposta legislativa e sociale efficace contro la violenza online.
