Aereo della Von Der Leyen costretto ad atterrare in Bulgaria. Presunto attacco russo

Un presunto attacco russo ha messo fuori uso i servizi di navigazione GPS del jet che trasportava la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

L’aereo è stato costretto ad un atterraggio d’emergenza a Plovdiv, in Bulgaria, facendo affidamento sulle mappe cartacee. La notizia, riportata dal Financial Times e confermata dal Corriere, rivela che l’incidente è avvenuto domenica 31 agosto, mentre il velivolo si apprestava alla fase di discesa.


L’episodio ha messo in luce una vulnerabilità critica per la sicurezza aerea in Europa, evidenziando il crescente rischio di attacchi cibernetici e di interferenza sui sistemi di navigazione.


I piloti del jet di von der Leyen hanno affrontato una situazione di estremo pericolo quando i loro strumenti elettronici di navigazione, cruciali per un atterraggio preciso, sono diventati inutilizzabili. Hanno quindi dovuto ricorrere a metodi di navigazione tradizionali, basati su mappe e su un calcolo manuale della posizione.


Secondo funzionari di Eurocontrol, l’agenzia europea per il traffico aereo, l’evento è riconducibile a una “operazione di interferenza russa”. Le mappe tecniche monitorate dall’agenzia mostrano infatti un’anomalia significativa nella zona, compatibile con un’azione di jamming o spoofing. Questo tipo di attacco, che disturba o falsifica i segnali GPS, non è un fenomeno nuovo. Da tempo, infatti, si registrano episodi simili, in particolare nell’Europa settentrionale e orientale, con aerei che segnalano anomalie nei loro sistemi di navigazione.


Gli attacchi contro i sistemi GPS rappresentano una grave minaccia per l’aviazione civile. Oltre a mettere a rischio la sicurezza dei voli, possono anche causare ritardi e interruzioni del traffico aereo.


La dipendenza quasi totale dell’aviazione moderna dalla tecnologia satellitare rende gli aerei estremamente vulnerabili a questo genere di attacchi. La situazione dell’aereo della presidente von der Leyen ha scosso l’opinione pubblica e ha sollevato interrogativi sulla necessità di rafforzare le difese europee contro le minacce ibride e cibernetiche.