È salpata la Global Sumud Flotilla: una missione di speranza verso Gaza



Nel cuore del Mediterraneo, è partita una delle più audaci iniziative civili del nostro tempo: la Global Sumud Flotilla, una flotta composta da 50 imbarcazioni e oltre 500 persone provenienti da 44 Paesi.

Nessun governo, nessun partito politico: solo reti civiche, movimenti popolari e una volontà condivisa di rompere l’assedio che da anni strangola Gaza.



Una coalizione globale per la Palestina

Dietro questa missione si muovono realtà come il Global Movement to Gaza, la Freedom Flotilla Coalition, la Maghreb Sumud Flotilla e Sumud Nusantara. Il termine “Sumud”, che in arabo significa resilienza, incarna perfettamente lo spirito della spedizione: resistere pacificamente, ma con determinazione, all’ingiustizia.



Obiettivi: aiuti e denuncia

La flotilla ha due scopi principali:

– Portare aiuti umanitari: tonnellate di beni essenziali — cibo, acqua potabile, medicinali — raccolti grazie a mobilitazioni popolari. Solo in Italia, tra Genova e Sicilia, sono stati raccolti oltre 250 tonnellate.
– Denunciare il silenzio internazionale: un atto politico e simbolico contro il genocidio palestinese e l’isolamento di Gaza.

Ma c’è di più: la missione vuole aprire un corridoio umanitario via mare, sfidando il blocco navale imposto da Israele.


Volti e voci della resistenza

A bordo ci sono attivisti, medici, religiosi, portuali, giornalisti indipendenti e figure pubbliche come:

– Liam Cunningham, attore noto per Game of Thrones
– Ada Colau, ex sindaca di Barcellona
– Greta Thunberg, attivista per il clima, che ha dichiarato:
> “La questione riguarda come un intero popolo viene privato dei mezzi di sussistenza più elementari e come il mondo possa restare in silenzio.


– Inizio settembre 2025: partenze da Barcellona e Genova
– 4 settembre: nuove delegazioni da Sicilia, Grecia e Tunisia
– Metà settembre: arrivo previsto a Gaza, con tutte le imbarcazioni riunite in acque internazionali.


Ogni porto è stato teatro di mobilitazioni: 40.000 persone a Genova e 5.000 a Barcellona hanno salutato la flotilla.


Israele ha già dichiarato che non permetterà l’arrivo della missione. Quest’estate, due navi — Madleen e Handala — sono state intercettate, e una nave di supporto è stata colpita da droni al largo di Malta.


Gli equipaggi, formati alla nonviolenza, hanno promesso una risposta pacifica. Gli organizzatori sottolineano che la visibilità mediatica sarà cruciale per evitare nuove tragedie.


La Global Sumud Flotilla non è solo una spedizione: è un gesto collettivo di resistenza civile, un grido che attraversa il mare per rompere il silenzio e portare speranza. In un mondo che spesso chiude gli occhi, questa flotta vuole aprire un varco — umano, politico, simbolico — verso Gaza.