La digital detox per riprendere il controllo del proprio tempo e delle proprie abitudini.

Intervista alla psicoterapeuta Martina Migliore

Viviamo in un mondo continuamente connesso veicolato dalle nuove tecnologie. Ci permettono di superare distanze fisiche e rendere più efficiente e performativo il nostro modo di lavorare. Dall’altra parte però assistiamo sempre di più all’incremento di distanze emotive, difficili da colmare.

La verità è che siamo sempre più connessi gli uni con gli altri ma in realtà tendiamo sempre più ad isolarci, chiudendoci nel nostro mondo virtuale. A lungo andare questo modus operandi può generare isolamento sociale, depressione, stati di ansia amplificate. Urge consolidare una sorta di benessere digitale grazie al quale impostare delle priorità e dei limiti necessari per non annullare o sottovalutare la vita reale e le interazioni autentiche con gli altri. La digital detox potrebbe risultare una soluzione benefica e potenziale.

Sull’argomento facciamo chiarezza con la Dottoressa Martina Migliore, Psicoterapeuta e Direttrice della formazione e dello sviluppo in Serenis che ci fornisce dei validi e preziosi consigli per prenderci cura del nostro benessere digitale e come farlo concretamente con dei semplici e preziosi accorgimenti.

Cosa si intende per benessere digitale?

Il benessere digitale non implica la demonizzazione della tecnologia, ma propone di imparare a usarla in modo consapevole e bilanciato. Si tratta di trovare un equilibrio sano tra l’uso della tecnologia e la nostra vita offline. Riconoscere i benefici che ci offre, come la possibilità di connettersi, informarsi e lavorare, senza però che diventi una fonte di stress, ansia o isolamento, nel momento in cui ce ne priviamo. Il benessere digitale quindi implica la capacità di usare la tecnologia come uno strumento al nostro servizio, e non viceversa.

Quali sono le conseguenze sulla psiche dell’abuso del digitale?

Le conseguenze dell’abuso digitale sulla nostra psiche sono molteplici e spesso sottovalutate. Tra le più comuni ci sono l’ansia e lo stress, oltre che una sensibile diminuzione della soglia attentiva. Pensiamo a quante volte le notifiche continue, i flussi di notizie ininterrotti e la costante necessità di essere sempre ‘connessi’ ci mettono in uno stato di allerta permanente, ci rendono continuamente stimolati e ci fanno sentire il bisogno di avere ogni notizia immediata pena una mancanza incredibile. Questo crea una tensione costante che, a lungo andare, può diventare cronica.

La riduzione della soglia di attenzione e della concentrazione portano a sentirci sempre meno efficaci e distratti Lo scrolling infinito e il multitasking digitale ci allenano a passare velocemente da una cosa all’altra, rendendo sempre più difficile concentrarci su un’unica attività per un periodo di tempo prolungato.

Non dimentichiamoci poi della dipendenza comportamentale. L’uso compulsivo dei dispositivi può generare una vera e propria dipendenza, con sintomi di astinenza che emergono quando proviamo a staccare. Questo è un segnale d’allarme molto importante: se facciamo una prova riponendo il telefono spento per due o tre ore, potremmo già sentirne i segnali.

E quale l’impatto sull’autostima?

I social media, con la loro rappresentazione spesso idealizzata della vita degli altri, possono innescare confronti sociali negativi. Guardare le vite apparentemente perfette degli altri può farci sentire inadeguati e ridurre notevolmente la nostra autostima, facendoci dimenticare che gli altri mostrano solo ciò che desiderano, tralasciando tutto ciò di cui si vergognano e che li rende tristi.

Infine, ci sono i problemi di sonno. La luce blu che emettono gli schermi inibisce la produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno. Questo compromette la qualità del nostro riposo, con ripercussioni negative sulla salute fisica e mentale.

Chi sono i soggetti più a rischio?

Tutti possiamo essere a rischio, ma alcune categorie sono particolarmente vulnerabili. Gli adolescenti sono i soggetti più esposti, perché la loro identità è ancora in fase di costruzione e i social media possono influenzare profondamente la loro autopercezione e le loro relazioni sociali. Anche i professionisti che sono costantemente online per lavoro, e le persone con preesistenti fragilità psicologiche (come ansia o depressione), sono a maggior rischio di sviluppare un rapporto problematico con il digitale.

La Digital Detox per abbracciare a pieno il benessere può essere una soluzione? Utopia o realtà?

Non è una soluzione definitiva, ma un’ottima strategia per resettare il nostro rapporto con il digitale. Non è un’utopia, ma una realtà che può essere molto benefica se affrontata con l’atteggiamento giusto. L’obiettivo non è abbandonare la tecnologia per sempre, ma riprendere il controllo del proprio tempo e delle proprie abitudini, per poi tornare a un uso più consapevole e intenzionale.

Che tipo di accorgimenti possiamo adottare per costruire un rapporto benefico con il digitale?

Qui alcuni piccoli accorgimenti quotidiani:

  • Stabilisci dei limiti di tempo: usa le funzionalità dei dispositivi per impostare dei limiti sull’uso delle app e dei social media.
  • Crea delle “zone senza tecnologia”: definisci dei momenti e dei luoghi in cui lo smartphone è bandito, come durante i pasti, prima di andare a dormire, o in camera da letto.
  • Disattiva le notifiche non essenziali: le notifiche sono il principale strumento di distrazione. Disattiva quelle che non sono strettamente necessarie per evitare interruzioni continue.
  • Sostituisci l’abitudine: se senti il bisogno compulsivo di prendere in mano il telefono, prova a sostituirlo con un’altra attività, come leggere un libro, fare una passeggiata o parlare con qualcuno.
  • Pratica la gratitudine e la consapevolezza: riconosci i benefici della tecnologia, ma anche la bellezza e l’importanza del mondo reale che ti circonda.